cos’è l’intelligenza emotiva

agosto 23, 2016

Riesci a controllare l’emotività? Ti capita di scaricare l’ansietà in comportamenti svantaggiosi, come fa chi mangia nervosamente, oppure chi si arrabbia con qualcuno che non c’entra con la ragione della sua rabbia? Di fronte ad un fallimento o ad un rifiuto, riesci a motivarti ad andare avanti, a darti una disciplina per perseguire i tuoi veri obiettivi? Quando vivi situazioni stressanti, riesci a valutarne esattamente le cause? Riesci a capire ciò che gli altri provano? A metterti nei loro panni comprendendo veramente il loro punto di vista? tutte queste domande rispondono esattamente a come riesci a gestire le tue emozioni. Per decenni si è ritenuto che l’intelligenza fosse il risultato di come le persone pensano, ragionano e analizzano le situazioni. I primi psicologi che si sono occupati di intelligenza si sono focalizzati sugli aspetti cognitivi come: problem solving e capacità logico  deduttive. Oggi, grazie agli studi di Gardner, sappiamo che non esiste un’unica forma di intelligenza e che non tutte vengono misurate dai test che valutano il QI. E soprattutto che per raggiungere successo, felicità e relazioni di qualità serve una forma di intelligenza spesso difficile da notare e che per tanto tempo è stata ignorata: l’intelligenza delle emozioni. Gli studi di Goleman infatti indicano che il QI contribuisce solo al 20% di successo nella vita, il resto è in gran parte il risultato dell’intelligenza emozionale. Le emozioni sono considerate attitudini fondamentali della vita. L’intelligenza emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie emozioni. Permette di prevenire che la rabbia si trasformi in collera furibonda, o che la tristezza si trasformi in disperazione. Per D. Goleman, le emozioni sono parte integrante della natura umana, e attraverso queste diamo varie risposte: con  rabbia, felicità, amore. Sono le emozioni che influenzano i nostri pensieri e le nostre azioni, ispirano i nostri bisogni, hanno effetti sul nostro organismo e influiscono sulle nostre relazioni sociali. Chi possiede un’alta intelligenza emozionale è in grado di riconoscere il proprio stato emotivo e quello delle altre persone. Inoltre, può usare questa comprensione delle emozioni per relazionarsi meglio con gli altri, raggiungere maggiori risultati al lavoro e vivere una vita appagante.

Quando si parla di intelligenza emotiva ci si riferisce dunque alla capacità di:

  • tenere a freno un impulso
  • avere consapevolezza delle proprie emozioni
  • leggere i sentimenti intimi altrui
  • gestire senza scosse la relazione con gli altri

Lo psicologo e autore del bestseller “Intelligenza emotiva” Daniel Goleman ha suggerito che l’IE è composta da 5 competenze emotive:

auto-consapevolezza,

autocontrollo,

motivazione,

empatia

abilità sociali.

Auto-consapevolezza.

Secondo Goleman l’auto-consapevolezza è la principale competenza dell’intelligenza emotiva. Essere auto-consapevoli significa essere capaci di identificare le proprie reazioni emotive, riconoscere i pulsanti caldi che le scatenano e l’effetto che tali emozioni possono avere sui propri comportamenti. Le persone auto-consapevoli, sono in grado di riconoscere la relazione tra ciò che provano e il modo in cui si comportano, credono in se stesse e nelle loro capacità e sono consapevoli del modo in cui vengono percepite dalle altre persone. Prestare maggior attenzione alle emozioni che provi ti permette di non essere vittima delle emozioni e di poter avere maggior controllo sulla situazione.

2) Autocontrollo.

Oltre ad essere consapevole delle tue emozioni e dell’impatto che queste possono avere su te stesso e sugli altri richiede che tu sia in grado di regolare e gestire le tue emozioni. L’autocontrollo è la capacità di resistere alle tempeste emotive che possono scatenarsi dentro di te ed è uno degli strumenti più efficaci di cui puoi disporre. Chi possiede buone capacità di autocontrollo tende ad essere flessibile, ad adattarsi bene ai cambiamenti ed è anche capace di gestire conflitti e attenuare tensioni. Le persone in grado di auto-controllarsi in modo efficace raramente attaccano gli altri verbalmente o prendono decisioni precipitose o emotive. Inoltre saper gestire le proprie emozioni significa anche sviluppare un approccio più positivo nei confronti della vita.Essere in grado di controllare il tuo stato emotivo è fondamentale e può salvarti da comportamenti impetuosi di cui in futuro potresti pentirti.

3) Motivazione.

La motivazione intrinseca è un altro aspetto che gioca un ruolo chiave nell’intelligenza emotiva. Le persone emotivamente intelligenti sanno come motivarsi per raggiungere i loro obiettivi, inseguono le loro passioni e sono anche in grado di motivare le altre persone. Infatti, un’altra abilità importantissima, specie quando si lavora in gruppo,  consiste nello saper influenzare e ispirare gli altri. Motivare le persone è un’arte ed è un po’ come vendere delle idee, utilizzando le migliori tecniche di persuasione. Chi è emotivamente intelligente è in grado di entrare in quello che gli psicologi chiamano stato di flusso. Una specie di stato magico in cui è in grado di accedere chi si appassiona veramente a qualcosa. Questo stato infatti arriva quando sei completamente immerso in un compito che ti piace fare, sei focalizzato sull’obiettivo e il tuo stato emotivo è assolutamente positivo.La relazione tra ansia e performance è descritta da un grafico a collina, dove poca ansia significa una bassa prestazione e troppa ansia mina le capacità di pensiero. Lo stato di flusso si trova in cima alla “collina” ed è lo stato in cui tutto diventa possibile.

4) Empatia.

L’empatia  è la capacità di leggere le emozioni negli altri e sapersi mettere nei loro panni. Ma l’empatia va oltre al riconoscimento degli stati emotivi degli altri, include anche il tipo di risposta che diamo a queste informazioni. Ad esempio se ti accorgi che qualcuno sta male o è triste potrai cambiare il modo in cui utilizzi la tua comunicazione, potrai trattarlo con maggiore attenzione e cura.Quando il cervello emozionale sta scatenando una forte reazione, l’empatia è scarsa o addirittura assente. Per essere empatico, il soggetto deve essere abbastanza calmo e recettivo da poter ricevere i sottili segnali emozionali emessi dall’altra persona e mimarli nel proprio cervello emozionale (es.. lavoro psicoterapeutico, il concetto di ‘contenitore’ bioniano, la mente dell’analista al lavoro, sofferenza confusionale, identificazione proiettiva). Esistono due tipi di empatia: quella cognitiva associata alla capacità di assumere il punto di vista dell’altra persona per capirne ragionamenti (per es. durante una discussione), e quella emotiva, associata alla capacità di riconoscere e comprendere, spesso a livello intuitivo, le emozioni altrui cogliendo sottili messaggi non-verbali. Essere empatici consente alle persone di comprendere le dinamiche di potere che spesso influenzano le relazioni sociali, specialmente sul posto di lavoro. Chi è competente in quest’area riesce a comprendere chi possiede il potere nelle relazioni e interpreta correttamente le diverse situazioni che dipendono da queste dinamiche.Puoi provare ad esercitare le tue abilità di “lettura degli altri” guardando un programma televisivo senza il sonoro, in questo modo ti focalizzerai maggiormente sul loro linguaggio del corpo notando così i cambiamenti nel loro stato emotivo.

5) Abilità sociali.

Essere capaci di interagire bene con gli altri è un altro importante aspetto dell’intelligenza emotiva. Questa infatti va oltre la semplice comprensione, devi anche essere in grado di utilizzare queste informazioni  nelle tue interazioni e comunicazioni quotidiane. In ambito lavorativo saper costruire relazioni di qualità con i colleghi è importante sia per lavorare bene nel team di lavoro sia nella leadership per influenzare e ispirare gli altri. Le persone emotivamente intelligenti hanno una sicurezza naturale, tirano fuori il meglio dalle altre persone e sanno far sentire a proprio agio gli altri in loro presenza interessandosi a loro e dandogli completa attenzione. In situazioni difficili non si fanno prendere dal panico e rimangono focalizzate sulle soluzioni, hanno sempre un quadro generale positivo che aiuta a realizzare che le cose potranno sistemarsi Le persone di successo sono quelle che possiedono una buona intelligenza emotiva. Persone che sanno gestire le proprie ansie, affrontare le situazioni difficili e rialzarsi.

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