dipendenza affettiva

aprile 22, 2017

Le relazioni affettive sono molto importanti nella vita di ognuno di noi. La vita è fatta principalmente di questo! Essere in relazione è fondamentale per la nostra crescita personale e per il nostro benessere. Tuttavia, capita a volte di rimanere intrappolati in relazioni estremamente difficili che ci fanno soffrire a tal punto da farci perdere la nostra autonomia e farci sentire in soggezione psicologica. E’ proprio in questi casi che investiamo l’altro di un enorme potere, accorgendoci poi di non riuscire più a farne a meno. Gli consentiamo di prevaricarci e di depredare la nostra individualità. La svalutazione e la denigrazione diviene un’abitudine e sfocia così nella dipendenza affettiva patologica. La dipendenza affettiva è una forma patologica di amore e si caratterizza per la mancanza costante di scambio relazionale nel rapporto affettivo. Questo tipo di relazione implica un “donatore di amore” che viaggia a senso unico e dall’altra parte un “cronico sfuggente” spesso problematico che continua a viaggiare nel senso opposto e per la sua strada. La definizione di dipendenza affettiva fu coniata per la prima volta dallo psicoanalista Fenichel nel 1945, il quale definì l’amore-dipendente, come una vera e propria schiavitù, riferendosi a persone che necessitano dell’amore esattamente come dell’alcool o della droga. Questo tipo di dipendenza è stato annoverato tra le New Addictions o Nuove Dipendenze che includono tutte quelle forme di dipendenza in cui l’oggetto non è costituito da alcuna sostanza chimica come droga o alcool, ma è un comportamento o un’attività che fa parte integrante della vita quotidiana.Quali sono le caratteristiche delle persone con una dipendenza affettiva dal partner? Una prima caratteristica della dipendenza affettiva e’ la difficoltà a riconoscere i propri bisogni e la tendenza a subordinarli ai bisogni dell’altro. L’amare l’altro diventa spesso una forma di sofferenza; il benessere emotivo, a volte anche la salute e la sicurezza, vengono messi a repentaglio per il benessere dell’altro. Le persone con difficoltà affettiva non riescono a prendersi cura di sé, a creare degli spazi per la propria crescita personale perché sempre prese,  da qualche problema del partner che richiede la loro attenzione e la loro energia vitale.  La seconda caratteristica è un atteggiamento negativo verso il Sé, per cui si ha un pensiero del tipo: “io sono cattivo, gli altri sono buoni, mi trattano male per colpa mia, devo cercare di accattivarmeli”. Queste persone soffrono di un profondo senso di inadeguatezza. Sono convinte che per essere amate devono sempre essere diligenti, amabili, sacrificarsi per l’altro per poter ricevere il suo amore. Anche quando questo vuol dire farsi male. Un’altra caratteristica che accomuna tutti i rapporti dei dipendenti da amore è la paura di cambiare. Pieni di timore per ogni cambiamento, essi impediscono lo sviluppo delle capacità individuali e soffocano ogni desiderio e ogni interesse.Chi soffre di dipendenza affettiva è ossessionato da bisogni irrealizzabili e da aspettative non realistiche.Queste persone ritengono che occupandosi sempre dell’altro la loro relazione diventi stabile e duratura. In realtà, una certa quantità di dipendenza psicologica è un normale bisogno umano e rientra nella quotidianità di ognuno di noi, ma il dipendente affettivo supera alcuni limiti e sfocia nell’eccesso di dipendenza. Egli cerca l’amore a tutti i costi. Il suo è un desiderio ossessivo e vede il partner come l’unica possibilità di sostentamento emotivo e di gratificazione personale. Per questo ricerca costantemente “maggiore amore” e continua a scegliere partner frustranti e non adatti a colmare questo vuoto. L’aspetto più deleterio è legato al fatto che nonostante questo tipo di modalità relazionale lo renda infelice, non riesce a liberarsene. Benché nella relazione di coppia ci siano comunque alcune naturali difficoltà, quando questo meccanismo diviene la regola, bisogna iniziare a correre ai ripari. Quali sono i segnali? Per poterci liberare dal dominio psicologico su di noi, è importantissimo conoscere quali sono i segnali di questa modalità relazionale che ci fa soffrire. Le persone che soffrono a causa di questo disagio psicologico sono accomunate sempre da una profonda carenza emotiva che risale all’infanzia. Questa rimane poi impressa nell’inconscio e ne guida i comportamenti futuri. La dipendenza affettiva implica una perdita della fiducia in sé stessi e della propria autostima e deriva dalle ferite che abbiamo subito, che ci hanno fatto perdere il contatto con la parte profonda che genera l’amore verso noi stessi. Il riflesso condizionato di questo meccanismo è il cercare fuori una certa forma di appagamento sostitutivo che possa compensare la carenza. Certo non è un reale appagamento, ma si tratta di una forma di compensazione. Si cerca fuori un surrogato di affetto che crea un’illusione e non porta a una reale soddisfazione, anzi aggrava il problema.Le persone che si intrappolano in questa dinamica, temono l’abbandono e la separazione, evitano i conflitti e qualunque controversia per la paura di essere lasciati. In buona sostanza rinnegano i propri desideri e bisogni. Scelgono partner prevaricatori, illudendosi che questi possano prendersi cura di loro. L’autostima è distorta a tal punto che può essere tenuta in equilibrio solo attraverso la capacità di sacrificarsi per la persona amata. Si subiscono tradimenti o anche violenze da parte del partner e si tollerano per la paura di essere abbandonati.  Sigmund Freud parlava molto accuratamente di questo processo e lo chiamava coazione a ripetere. Si tratta di un meccanismo mentale che induce la ripetizione automatica, ossia inconscia, di alcune dinamiche del passato. Può trattarsi di comportamenti o modalità relazionali che avvengono in modo completamente inconscio, che per modificarlo bisogna prima di tutto individuarlo.Come dicevamo prima, le origini della dipendenza affettiva risalgono spesso all’infanzia, quando l’identità e lo sviluppo cognitivo-emozionale non sono ancora completi e la persona ha continuato a ricevere messaggi di non essere degna né di amore, né di attenzioni. Vediamo i  Tre passi per affrontare la dipendenza affettiva.

  1. Renditi Consapevole del problema

Il primo passo per affrontarla è quello di riconoscere di avere un problema,quindi esserne consapevoli. Per iniziare a fare questo primo passo, aiutati ponendoti le seguenti domande e cerca di rispondere onestamente:

– La tua felicità è subordinata a quella di una sola persona?

– Ti senti felice solo quando gli altri ti trattano in un certo modo? Soffri molto quando qualcuno ti critica o ti rifiuta?

– Ti capita frequentemente di mettere i tuoi bisogni dopo quelli di qualcun altro?

– Hai necessità assoluta di essere accettato dagli altri?

Poni attenzione al fatto che è naturale sentire un lieve disagio quando gli altri ci criticano o non ci accettano. Il problema sorge quando questi comportamenti sono portati sino all’eccesso, assumendo connotati patologici.

  1. Inizia a riconoscere quanto questi comportamenti ti danneggiano

Fai un elenco dei tuoi abituali comportamenti che ti arrecano danni psicologici, e che ritieni di adottare per amore o per affetto.

Aiutati con le seguenti domande:

– Cosa ho trascurato di me stesso per soddisfare gli altri?

– A quali miei obiettivi ho dovuto rinunciare perché condizionato dal giudizio degli altri?

– Quanta sofferenza ho dovuto patire per paura di essere abbandonato?

Poni attenzione al fatto che è importante prendere coscienza della sofferenza che provi perché sei vittima di una dipendenza affettiva e per questo sei più facilmente  manipolabile. Per questo diviene urgente riprendere il controllo della tua vita.

  1. Rinforza la tua autostima

L’aspetto primario alla base della dipendenza affettiva è la scarsa autostima. Per questo la chiave principale che apre le porte al superamento del problema è quella di risanarla. Se impari a riconoscere il tuo valore personale, potrai renderti subito conto che l’accettazione e il riconoscimento degli altri sono importanti, ma non indispensabili.

Aiutati con questo esercizio.

Elenca i momenti in cui sei stato bene veramente con te stesso e ti sentivi sicuro e fiducioso delle tue capacità. Recupera le emozioni che provavi e che ora sono andate perdute. Vivile intensamente e nel dettaglio. Poni attenzione al fatto che queste sensazioni che ti pare siano andate perdute, sono ancora presenti dentro di te. Devi solo recuperarle! Per ultimo, ma non meno importante ti ricordo che è necessario imparare a distinguere le tue necessità dai tuoi desideri. Spesso in chi è dipendente affettivamente, le due cose si sovrappongono. In realtà, il desiderio diviene una necessità patologica che deve essere assolutamente soddisfatto, piuttosto che un consapevole compromesso. Se ti senti intrappolato cerca l’aiuto di un  bravo terapeuta. E’ un modo sano per capire e per cercare di uscirne.

Ricorda: Condividere la propria vita con qualcuno non è indispensabile alla sopravvivenza, ma una libera scelta!

 

A presto.

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