essere assicurati: scelta o dovere?

febbraio 13, 2017

Assicurazioni. Quando sentiamo questa parola, bombardati come siamo da slogan promozionali on-line o telefonate a casa negli orari più impensabili, vorremmo pensare ad altro. Ma perché è utile conoscerle? L’assicurazione nasce come strumento di sostegno al disagio e secondo il principio di mutualità. Le prime assicurazioni infatti si chiamavano appunto “mutue” e nascevano, all’interno di gruppi di conoscenti, per condividere la possibilità di un imprevisto: ognuno versava un piccolo importo e, in caso di imprevisto che avesse colpito un aderente, tutta la somma raccolta sarebbe andata a suo beneficio. La condivisione del rischio quindi era e resta il principale obiettivo dell’assicurazione. Il settore assicurativo, per sua natura, presenta una spiccata dimensione sociale. In effetti l’ assicurazione svolge la funzione di ammortizzatore collettivo, fornendo una risposta ai bisogni di sicurezza attraverso la sua attività caratteristica di gestione e copertura dei rischi. Tale profilo sociale non trova tuttavia riscontro nella percezione del settore assicurativo da parte della collettività. Emerge un problema di scollamento tra la dimensione sociale connaturata al servizio assicurativo e l’immagine dell’assicurazione. In Italia la percezione della polizza assicurativa viene vista come un costo, una  “tassa da pagare”, infatti guardando agli altri Stati, l’Italia è un Paese sotto-assicurato. Gli italiani tendono ad acquistare l’assicurazione, e in particolare quella danni, principalmente come conseguenza dell’esistenza di un obbligo (es. Rc auto). Gli altri rischi restano a carico dei singoli individui i quali ricorrono alla cosiddetta “auto assicurazione”. Le cause della scarsa propensione assicurativa, risiedono in parte nelle caratteristiche del nostro Paese in cui è forte la presenza dello Stato e della garanzia di una serie di coperture pubbliche. Nonostante la collettività continui a percepire l’ente pubblico come il referente esclusivo di ogni domanda sociale, quest’ultimo non potrà reggere da solo, non per molto, il peso del crescente bisogno di protezione. Può un’assicurazione essere indice di una conquista evolutiva dell’essere umano? Secondo il filosofo Francois Ewald assolutamente sì. In un articolo pubblicato nel 1989, infatti, l’intellettuale francese argomentò il suo pensiero secondo il quale la società moderna sia nata proprio con il primo contratto assicurativo. Perché lo scopo di questo contratto non è tanto quello di aumentare la sicurezza, visto che i fattori di rischio esistono ed esisteranno sempre a prescindere dal fatto o meno di avere un’assicurazione, quanto quello di ridurre il più possibile la probabile riduzione del proprio patrimonio attraverso un risarcimento del danno subito. Secondo questa teoria, l’imprevisto, in ogni campo e in ogni momento della vita, si può sempre presentare a chiunque, senza distinzioni. La differenza la fa, una volta che l’imprevisto e il conseguente danno si è verificato, il fatto di avere o meno sottoscritto un’assicurazione: solo i soggetti assicurati, infatti, potranno ricevere un rimborso economico a copertura di quanto perso. A questo serve la stipula di un contratto di assicurazione: individuare i potenziali fattori di rischio e decidere di proteggersi nel caso che essi si verifichino in futuro. Non per nulla, oggi, esistono polizze assicurative di tutti i tipi: da quelle automobilistiche, ai mutui, fino ad arrivare ai viaggi di piacere. Ogni esigenza trova una risposta nel campo assicurativo che, negli anni, ha imparato ad andare incontro ai bisogni delle persone, proponendo contratti pensati quasi “su misura“. Ogni assicurazione, di fatto, corrisponde ad un bisogno di protezione nei confronti di un fattore di rischio che potrebbe minare il proprio patrimonio. E questa protezione, una volta stipulata una polizza, rimane sempre e comunque, anche nel caso in cui l’evento non si verifichi mai. Quando, invece, dovesse verificarsi, a quel punto il pagamento del premio previsto dall’assicurazione interverrebbe a compensare la riduzione del patrimonio conseguente al danno e, quindi, soddisferebbe pienamente la sua funzione. E’ sempre bene assicurarsi “a prescindere“? Sicurezza non significa accettare qualsiasi tipo di contratto e a qualsiasi prezzo. Anche in questo caso le assicurazioni offrono uno spaccato dell’evoluzione sociale: il crescere di tante assicurazioni online, per esempio, risponde all’esigenza sociale di risparmiare, unendo a questa il primario bisogno di protezione proprio della natura del contratto assicurativo. Se, oggi, le statistiche dicono che un italiano su tre si rivolge a internet per stipulare un’assicurazione, significa che le proposte online hanno saputo interpretare i veri bisogni delle persone, facendo loro risparmiare qualcosa come 8,5 milioni di euro nel solo 2015, ma senza rinunciare alla sicurezza garantita da un contratto Rc. La conquista evolutiva rappresentata dall’assicurazione sta proprio nella nascita di un soggetto (la compagnia assicurativa) che accetta di correre un potenziale rischio al posto degli altri. Nel momento in cui si sottoscrive un contratto assicurativo, è la compagnia a prendere su di sé il rischio che l’imprevisto capiti o meno e che arrechi danno o no, “liberando” il consumatore dalle conseguenze economiche che tale imprevisto può scatenare. In questo senso, quindi, un’assicurazione non è mai inutile, anche se l’evento dannoso non si dovesse mai verificare: il rischio che esso capiti, infatti, non potrà mai annullarsi del tutto. Questo meccanismo è più visibile in alcuni specifici campi assicurativi, come quelli legati ai mutui o al rischio d’impresa. Non è un caso, infatti, che il primo contratto che potremmo chiamare assicurativo di cui si ha notizia nella storia risalga addirittura al 1300 e vede coinvolti commercianti genovesi e toscani che stipularono tra loro degli accorsi commerciali volti a minimizzare i rischi di perdite economiche per le parti in causa. Oggi, a sette secoli di distanza, i nuovi bisogni dell’uomo hanno ampliato a dismisura il campo delle possibili applicazioni del contratto di assicurazione, mentre la tecnologia ha offerto a tutti nuovi strumenti per sottoscrivere assicurazioni, anche a distanza, consentendo di trovare l’offerta che permette di risparmiare di più o quella che meglio risponde ai bisogni di ciascuno. Si pensi, in particolare, alle assicurazioni sui viaggi, dove al di là del risparmio di denaro sulla polizza, la scelta viene spesso effettuata valutando tutti i servizi che un’assicurazione può garantire, come quello di assistenza 24 ore su 24, di gestione delle emergenze, di rimborsi di vario genere. Tutti pensati per azzerare i rischi del cliente e consentirgli di vivere un viaggio davvero in libertà e spensieratezza. Se non è una conquista evolutiva questa…

A presto.

 

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