Ethos, Logos, Pathos: l’etica della persuasione

giugno 14, 2016

Spesso quando si parla di persuasione si pensa a qualcosa di manipolatorio, in realtà la persuasione è una strategia per ottenere approvazione. L’eticità della persuasione, va quindi dibattuta dal punto di vista del fine che ci si pone quando si vuol persuadere qualcuno. Se il fine è buono la persuasione sarà eticamente ammissibile. Per fare un esempio: quando un animale predatore come il leone sopraggiunge, gli animali preda comunicano tra di loro attraverso segnali in codice per avvertire del pericolo. Gli animali che comunicano il pericolo, persuadono gli altri animali a fuggire. La persuasione invade sfere più profonde e più complesse dell’essere, e affinché risulti etica è necessario che rispetti alcuni principi e valori precisi del persuaso. I grandi autori del passato furono raffinati psicologi della comunicazione, e possiamo far nostre alcune regole ispirate alla retorica dell’età classica:

Ethos; L’etica

Pathos; L’emotività

Logos; la logica

Il Greco Aristotele  può essere considerato il primo Scienziato nelle Scienze della Comunicazione, grazie all’individuazione delle tre grandi categorie di variabili che rendono un messaggio persuasivo ed efficace. Il merito di Aristotele è quello di aver raccolto in un sistema organico tutte le scoperte fatte fino ad allora dai retori, sottolineando come la retorica debba essere una tecnica rigorosa.

Ethos  è un termine greco originariamente significante “il posto da vivere” che può essere tradotto in diversi modi. Può significare “inizio”, “apparire”, “disposizione” e da qui “carattere” o “temperamento”. Dalla stessa radice greca deriva il termine ethikos  che significa “teoria del vivere”, da cui il termine moderno etica.

In retorica ethos è uno dei tre modi di persuasione; gli altri sono logos e pathos e sono indicati nella Retorica di Aristotele come componenti del ragionamento. Per prima cosa l’oratore deve instaurare ethos, che può voler dire capacità morale, ma Aristotele amplia il significato sino a includere competenza e conoscenza.Quando dobbiamo decidere se un argomento è utile, bisogna chiedersi che ethos l’oratore sia riuscito a stabilire.

Pathos dal greco  “paschein“, letteralmente “sofferenza” o “emozione”. E’ una delle due forze che regolano l’animo umano secondo il pensiero greco. Esso si oppone al logos che è la parte razionale. Il Pathos infatti corrisponde alla parte irrazionale dell’animo.

Per gli antichi greci questa “forza emotiva” era strettamente collegata alle realtà dionisiache o comunque dei riti misterici. Per questo il Pathos indicava tutti gli istinti irrazionali che legano l’uomo alla sua natura animale e gli impediscono di innalzarsi al livello divino.

Nell’Italiano moderno può assumere il significato di carica emotiva e di commozione derivati dalle rappresentazioni teatralie delle arti figurative in genere, il sentimento insito in un’opera. In epica, quando si parla di pathos, si intendono quelle sequenze della vicenda più cariche di emozioni, come quando si descrive qualcosa di triste, una sofferenza.

 retorica

Pathos è uno dei tre modi di persuasione nella retorica, insieme all’ethos  e al logos. Il Pathos si rivela nell’emozione suscitata nell’ascoltatore. Fa parte della filosofia aristotelica applicata alla retorica.

Le reazioni emozionali possono avvenire in due diversi modi:

  • con una metafora o con il racconto di un aneddoto;
  • con l’uso di un intercalare pregno di passione nell’avanzare di un discorso.

Noi docenti svolgiamo un ruolo fondamentale per la formazione culturale ed educativa dei discenti da cui dipende il loro successo. Le competenze necessarie, tese ad ottimizzare la didattica, includono anche la capacità di sviluppare questi tre fondamentali livelli della comunicazione. Non basta IL SAPERE, bisogna essere in grado di trasmetterlo adeguatamente. Comunicare è una vera arte che si può acquisire e migliorare e che ogni docente  non dovrebbe sottovalutare, dal momento che educa e forma gli adulti.  La retorica classica ci fornisce numerosi strumenti per renderci più competenti attraverso lo sviluppo dell’arte oratoria, per una didattica basata non sulla mera trasmissione di contenuti, ma in grado di persuadere, educare e formare e mettere in condizione gli studenti,di sviluppare in maniera completa le proprie risorse e le proprie potenzialità.

 

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