il fascino irresistibile della comfort zone

marzo 24, 2017

L’origine dell’espressione comfort zone è molto comune nella lingua inglese.  Si pensa che possa essere stata utilizzata la prima volta, per indicare quell’intervallo di temperatura,  compreso tra i 19 e i 26 gradi, in cui generalmente le persone stanno bene, senza sentire né freddo né caldo. Molti pensano che la zona di comfort sia il risultato di tutte le situazioni semplici e risolvibili che ci circondano, e che rendono la nostra vita piacevole. Ma in realtà non è così. La Zona di comfort è una condizione nella quale agiamo in uno stato neutro, senza ansia, utilizzando un numero limitato di comportamenti per garantirci l’assenza di rischio. A chi non è capitato di trovarsi a dover fare una scelta e non riuscire a decidere se rimanere nella vecchia situazione o intraprendere la nuova sconosciuta? E quante volte abbiamo pensato di voler cambiare qualche cosa nella nostra vita e invece poi siamo rimasti bloccati nella nostra solita routine, senza far nulla per cambiarla? Ma la vera domanda è: perché una persona dovrebbe desiderare di uscire dalla sua zona di comfort? Non stiamo forse bene con le cose che ci mettono a nostro agio, senza stress, senza fretta, senza paura? Il problema è che la zona di comfort è come una bolla nella quale rimaniamo, intrappolati, dove tutto continua ad essere uguale, una condizione mentale di comodità, in cui cerchiamo a tutti i costi di evitare  ogni possibilità di rischio. A volte ci facciamo tante promesse e ci carichiamo di buoni propositi, forse iniziamo anche a dare qualche accenno di cambiamento, ma poi, ci fermiamo accampando scuse e giustificazioni per non andare avanti. A volte questo si trasforma in un meccanismo trappola. Quello che ci tiene bloccati è la paura dell’errore, del doverci esporre al giudizio degli altri, di perdere quanto riteniamo sicuro, malgrado questo non ci dia soddisfazione e viviamo condizioni di vita frustranti o relazioni amorose fallimentari. La novità ci spaventa e questo è un dato di fatto. Provare ad uscire dalla Zona di Comfort significa mettersi alla prova in situazioni che non conosciamo, che ci destabilizzano e che rappresentano per noi una sfida. Solo così si impara, ci si migliora e si rompono quei meccanismi che ci intrappolano nell’abitudine. Analizziamo meglio questo meccanismo mentale:

  1. La Comfort Zone come angolo rassicurante, nella nostra mente.
    Abbiamo  l’impressione che ogni cosa scorra al meglio,  ma è tutto piatto e monotono, non ci sono più sorprese. Nelle relazioni ci sentiamo insoddisfatti e frequentiamo sempre le stesse persone. Facciamo le solite cose ripetitive e ci esprimiamo sempre con i soliti discorsi. Tutto sommato qualcosa dentro di noi ci dice che vorremmo qualcosa di diverso. Sentiamo il bisogno di cambiamento, ma non mettiamo la nostra mente nella condizione di creatività e non cerchiamo le occasioni, perché non siamo sicuri, preparati o all’altezza. Nel frattempo rimaniamo fermi.
  2. La Comfort Zone come illusione mentale di  conforto.
    Questa è molto pericolosa e molto vicina alla patologia. Il conforto ce  lo raccontiamo, per paura del cambiamento. E’ la trappola mentale più pericolosa. Siamo intrappolati in una routine e continuiamo a fare sempre le stesse cose, proprio  perché siamo in una gabbia di false certezze. Viviamo una condizione di congelamento. Non capiamo i nostri bisogni e facciamo affidamento a vecchi pregiudizi o a condizionamenti che ci vengono da  familiari e  amici.
  3. La Comfort Zone come momento transitorio.
    Si tratta di momenti di passaggio in cui stiamo cercando di riorganizzare le nostre energie, per poi lanciarci verso i nostri obiettivi. E’ la zona mentale di conforto più salutare e benefica, perché ci consente di ricaricarci per ripartire con più sicurezza.E’ importante comprendere in quale Area di Comfort ci troviamo.

Quando guardate tutto da un solo punto di vista, senza rendervene conto, smettete di percepire molte altre angolature della realtà, forse più interessanti e utili. Cosa succede quando ci spingiamo fuori dalla zona di comfort e raggiungiamo la zona ottimale di apprendimento? Innanzitutto le nostre prestazioni migliorano, questo ci  permetterà di avvicinarci a nuovi modi di guardare noi stessi e la nostra vita, che si traduce in una maggiore flessibilità, nella capacità di adattamento, e quindi più abilità per affrontare qualsiasi situazione difficile. L’insicurezza si alimenta molto di più quando non ti metti alla prova. Le paure più grandi nascono dall’indecisione e dall’inerzia. La paura crea un suo proprio circolo vizioso, se smetti di pensarci e agisci, ti renderai conto che, in realtà, puoi andare molto oltre ciò che immaginavi, agire ti libera dalla paura, e il timore diminuisce man mano che vai avanti. La cosa più difficile è iniziare.  La routine porta ad una sensibilità molto piatta, in cui tutto è prevedibile e, per questo, noioso. Il cambiamento sconvolge il mondo emotivo. Si spolverano sensazioni particolarmente gradevoli, come la capacità di sorprendersi, di incuriosirsi e l’affanno di scoprire. Anche le intelligenze più acute si stancano quando non sono sottoposte a stimoli permanenti. L’intelligenza è come un muscolo che ha bisogno di essere esercitato per funzionare bene. La routine richiede appena l’uso delle vostre capacità intellettuali. Lo stesso succede con la creatività. Solo le situazioni nuove portano a nuove risposte e nuove soluzioni. Abbandonare la zona di comfort significa dare l’occasione alla vostra creatività e intelligenza di manifestarsi.  Quando la vita smette di essere un’eterna ripetizione delle stesse cose, diventa molto più interessante e degna di essere vissuta. Se non state bene con voi stessi o con quello che fate, difficilmente sarete capaci di valorizzare anche il buono di ogni persona che vi circonda. Sperimentate il qui e ora, questa è una forma di pienezza e di ricchezza. Quando gli sforzi, l’attenzione e l’entusiasmo si concentrano nel momento attuale, significa che quell’istante è un momento di realizzazione personale.

Una volta un re ricevette in regalo due magnifici falchi. Erano falchi pellegrini, i più begli uccelli che avesse mai visto. Diede i suoi preziosi falchi al suo capo falconiere per allenarli. I mesi passarono e un giorno il capo falconiere informò il re che, anche se uno dei falchi era maestosamente volato altissimo nel cielo, l’altro uccello non s’era mosso dal suo ramo dal giorno in cui era arrivato. Il re convocò guaritori e stregoni da tutte le terre    per prendersi cura del falco ma nessuno riuscì a farlo volare. Presentò allora il caso ai membri della sua corte, ma il giorno successivo, il re vide attraverso la finestra del palazzo che l’uccello non si era ancora mosso dal trespolo. Avendo provato ogni cosa, il re pensò tra se e se “forse ho bisogno di qualcuno che conosca meglio la campagna per capire la natura di questo problema.” Così chiamò la sua corte e disse “andate e portate un contadino”. In mattinata, il re fu elettrizzato di vedere il falco volare alto sopra i giardini del palazzo e disse ai membri della corte “portatemi la persona che ha fatto questo miracolo!” La corte velocemente andò dal contadino e lo accompagnò di fronte al re. Il re quindi gli chiese “dimmi, come hai fatto a far volare questo falco?” Con la testa inchinata il contadino disse “è stato molto facile sua altezza, ho semplicemente tagliato il ramo su cui l’uccello era seduto”.

Morale. Siamo tutti nati per volare, per sprigionare l’incredibile potenziale che possediamo come esseri umani. Ma a volte ci sediamo sui nostri comodi rami casalinghi, abbarbicati alle cose che per noi sono familiari. Le possibilità sono infinite, ma per molti di noi, rimangono inesplorate.Ogni rischio che ti prenderai, ogni volta che esci dalla tua zona di comfort  ti renderà oltre che uomo libero, anche un uomo migliore. 

Se uscire dalla zona di comfort vuol dire spesso partire per un grande viaggio,allora mi spiego perchè ho sempre le valigie pronte!

Matilde

A presto.

 

 

 

 

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