il linguaggio della seduzione

dicembre 19, 2016

La sessualità umana appartiene per sua natura al mondo della comunicazione. Quando parlo di comunicazione, non intendo  tra due organi genitali, ma tra due corpi. Diversi. Di due persone diverse. La sessualità rimane per molti una parte misteriosa del comportamento umano, nonostante sia un aspetto naturale e riguardi la vita di ognuno di noi. Il sesso che per sua natura è  da sempre,  fonte di benessere e di piacere, resta per molti ancora un tabù. Si stima che solo in Italia, il 40% degli adolescenti tra i 13 e i 17 anni non sappia ancora cosa significhi la parola “contraccettivo”. È proprio attraverso la televisione, oltre ovviamente a internet che i ragazzi vengono a contatto con la sessualità, ma quest’ esposizione non porta a una vera informazione, anzi spesso causa maggiori ansie e preoccupazioni che non vengono poi affrontate in maniera utile da fonti come la famiglia o la scuola, luoghi dell’educazione per eccellenza. Così ci si ritrova a non conoscere o sottovalutare argomenti importanti riguardo la sessualità come la contraccezione, e le malattie sessualmente trasmissibili. Il tabù sul sesso tuttavia non è un’esclusiva italiana, nel Bel Paese ha iniziato ad essere un argomento quantomeno esistente con la rivoluzione sessuale negli anni 70, indietro però anni luce rispetto a paesi come la Svezia, dove l’educazione sessuale è diventata materia obbligatoria in tutte le scuole dal 1955. Nel corso degli anni 70/80, quando in Italia le donne combattevano ancora per i loro diritti fondamentali, l’educazione sessuale diventava materia scolastica in tutti i Paesi Scandinavi e negli altri Paesi del nord Europa, arrivando con il passare degli anni anche nei Paesi più conservatori dell’Europa meridionale. Recentemente si discute di programmi standardizzati per tutto il vecchio continente, sperando di portarlo interamente nell’attualità, a contatto con quella che è la realtà di oggi, invasa da una sessualità che mitizza e non spiega come affrontare con serenità un aspetto naturale della vita di ogni essere umano. Pensate che un adolescente su due nel mondo si affida a metodi bizzarri di contraccezione come yoga, e coito interrotto, nell’isola di Singapore, ad esempio, i giovani sono convinti che stare a testa in giù’ per due ore o lavarsi intimamente con la coca-cola possa essere un buon antidoto una volta avuto un rapporto sessuale non protetto. In paesi come l’India, la Cina, gli Usa e’ ancora troppo imbarazzante chiedere i condom in farmacia. Ma come mai è così difficile comunicare con chiarezza  soprattutto quando parliamo di sesso, all’interno di una coppia? Forse perché siamo stati educati o meglio diseducati, fin da piccoli a nascondere tutto ciò che riguarda la nostra sfera intima e sessuale. Mostrare il proprio corpo nudo è una cosa, per molti, giudicata sconveniente. I retaggi culturali, hanno costretto generazioni intere a coprire le proprie nudità e i propri desideri. In realtà il tema della sessualità è molto più ampio e conoscere come siamo fatti e come si esprime la nostra sessualità sia a livello fisico che emotivo ci aiuta a vivere una vita più serena, soddisfacente ed appagante. Quando si entra nel mondo della sessualità è necessario ricordare che le modalità, l’intensità, la frequenza, la durata e la qualità dei rapporti sessuali possono essere molto diversi per ciascuno di noi. L’atto sessuale coinvolge tanti piccoli gesti, parole, attenzioni, ma non sempre ciò che l’altro desidera corrisponde a ciò che noi riteniamo lui possa desiderare. Proprio perché siamo diversi. La diversità è la fonte di ricchezza di questa comunicazione. Essa possiede infatti un essenziale carattere linguistico, in quanto è all’origine di ogni forma di relazione umana. L’essere uomo e l’essere donna sono due modi di essere al mondo, che tendono, di loro natura alla reciprocità. La differenza tra uomo e donna non è infatti riducibile al semplice dato biologico e non può neppure essere concepita come mera espressione di processi culturali, per quanto importanti, essa ha la sua ragione ultima nella struttura relazionale dell’uomo come dimensione profonda della sua stessa natura. La relazione non è qualcosa di accidentale o di accessorio, ma definisce l’essere nel ‘faccia a faccia’, cioè nell’articolarsi di un incontro, che si sviluppa nel segno di un reciproco riconoscimento e che ha il suo momento culminante nell’esperienza dell’amore. Molte donne non hanno familiarità con il proprio corpo, per cultura, educazione rigida, senso di colpa, non vanno oltre quel semplice apparire, e spesso rimangono intrappolate nella loro vita sessuale insoddisfacente. È possibile che provino vergogna, abbiano delle esitazioni o non si sentano accettate dal proprio partner. In realtà, è un auto sabotaggio continuo dovuto forse, ma non solo alle motivazioni sopra elencate.  Essere consapevoli del proprio corpo aiuta ad esprimere i propri desideri e il proprio piacere. Che si tratti di un nuovo partner o di un compagno di lunga data, imparare a comunicare reciprocamente, senza remore e imbarazzi, è essenziale affinché la relazione possa dirsi ben riuscita. Noi siamo costituiti di psiche e di soma, cioè di mente e di corpo, per cui tutti i problemi inerenti al corpo vengono mediati dalla mente, e il continuo dialogo tra la realtà interna e quella esterna avviene attraverso il corpo e la comunicazione del corpo, o comunicazione non verbale. Il sesso è linguaggio, che istituisce la possibilità (anzi la necessità) della relazione, è una porta aperta sul mondo dell’altro, una modalità di essere che apre l’io al tu; in definitiva, un’energia comunicazionale. Come ogni linguaggio, anche quello sessuale, che è fatto di gesti radicalmente coinvolgenti la corporeità, svela e vela, manifesta e copre. Alcune persone affrontano il sesso con un atteggiamento disinteressato, con l’unico scopo di donare piacere al proprio partner. Questo può accadere quando si è estremamente generosi, quando si fa della soddisfazione del proprio compagno un punto d’orgoglio o quando si vede se stessi come dei veri e propri “martiri” del sesso. Queste persone non parlano delle proprie fantasie sessuali, poiché ritengono le proprie esigenze secondarie rispetto a quelle del partner. Se ti riconosci in questa descrizione, allora forse potresti prendere in considerazione l’idea di ripensare al tuo approccio perché, questa infinita rincorsa al piacere altrui, nega al tuo partner la medesima soddisfazione che stai cercando: ossia, donare piacere all’altro. Per una vita sessuale migliore non temere quindi di essere egoista, almeno ogni tanto, e dai spazio anche ai tuoi desideri. A meno che, ciò che desideri, non sia soltanto la gratificazione derivante dal portare piacere.Quel che è certo è che, se si è aperti e ben disposti al confronto, si accetterà con piacere di migliorare  l’esperienza di entrambi. Il carattere ambivalente del sesso emerge tuttavia, ancora più radicalmente, secondo la visione cattolica, nell’uso distorto che di esso si può fare quando si mortifica il suo originario significato relazionale, riducendolo a semplice strumento di gratificazione fisica o di soddisfazione immediata di esigenze istintuali.  Il matrimonio è stato ingiustamente accusato di essere la tomba del desiderio sessuale. In realtà, non è il matrimonio che allontana sessualmente i due partner, ma i comportamenti che gli stessi attuano durante la convivenza e che probabilmente ne sono la causa. Nelle coppie sposate per esempio, spesso c’è la convinzione che il partner sia una nostra proprietà, a causa del “contratto” che abbiamo firmato, e quindi si cessa di lottare per il rapporto. Vi svelo un segreto: non è una firma su un contratto a far da garante al vostro matrimonio, men che meno siamo proprietà di nessuno. Tutt’al più in affitto, come dico io.  Altrimenti sarebbe come dire: ti ho sposato, sei mio per sempre. Non è così. Il rapporto di coppia è l’espressione di un amore, ma se si trasforma in oppressione dell’altro,  si consuma mediante la sua oggettivazione, la riduzione a cosa utile per la ricerca egoistica del proprio piacere individuale. La dimensione comunicativa della sessualità è inoltre chiaramente evidenziata anche dal connaturale significato di procreatività, che è inscritto nelle sue stesse dinamiche biologiche. La riproduzione della vita, che si realizza attraverso la pienezza dell’incontro sessuale, è espressione di un atto di piena comunicazione tra due soggetti, che dà origine a una nuova vita. La procreazione umana non deve dunque essere concepita come un mero atto biologico, ma come un autentico processo umano, che va gestito secondo il criterio di una seria responsabilità. I  figli  rappresentano il frutto di un amore tanto grande da sentire il bisogno di condividerlo. Il superamento della visione tabuistica di cui abbiamo parlato, ha dato vita a un processo di liberalizzazione selvaggia, che finisce per svuotare il sesso dei suoi più profondi significati. Il permissivismo dilagante ha come esito la riduzione della sessualità a merce da consumare, separandola radicalmente dall’amore e destituendola delle sue valenze simboliche; in definitiva, banalizzandola. Gli strumenti di comunicazione sociale concorrono, in modo decisivo, a determinare questo appiattimento. La televisione e il cinema, e più ancora il sistema pubblicitario, alimentano la nascita di  status-symbols, improntati a una concezione meramente ludica del sesso, dalla quale è del tutto assente la dimensione relazionale. Lo sfruttamento del corpo (specialmente della donna) a fini puramente commerciali e il ricorso a mezzi sempre più sofisticati che sollecitano istinti morbosi facendo leva sulle dinamiche sotterranee dell’inconscio. Le nuove frontiere aperte dall’informatica,  consentono l’attivarsi di forme inedite di comunicazione ‘in tempo reale’, offrono nuove possibilità di esperienze,  si pensi ai video-games a sfondo sessuale e ai giochi erotici a distanza  che incrementano l’individualismo, stravolgendo il senso più autentico della comunicazione. Da energia comunicazionale la sessualità sembra trasformarsi in strumento per l’alimentazione del narcisismo. Il vissuto sessuale umano appare pertanto contrassegnato dalla presenza di atteggiamenti contraddittori. Dalla persistenza del tabù del passato  non ci si libera facilmente, sopravvive ancestralmente in esso e  si scontra con la proposta liberalizzata in senso consumistico della nostra società, dando origine a disturbi comportamentali e sviluppando sentimenti di colpevolezza patologici. La sessualità è sempre meno percepita per quello che è, nelle sue potenzialità e nei suoi limiti, e rischia invece di essere eccessivamente enfatizzata come realtà illimitata. Il sesso riveste anche un’importanza decisiva per l’articolarsi delle relazioni sociali. La sessualità è una conformazione della persona, che dischiude a essa l’orizzonte dell’altro e degli altri. La relazione io-tu, che fonda il senso dell’identità e dell’appartenenza, abilita l’uomo ad aprirsi al ‘noi’ della società.  È soprattutto importante dar corso a un impegno formativo della persona che l’aiuti a recuperare, non solo teoricamente ma soprattutto a livello esistenziale, la ricchezza dei significati della sessualità umana, e pienamente restituita alle sue potenzialità  perché diventi linguaggio della vita e lievito fecondo delle relazioni umane.

A presto.

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