il peggiore dei vizi capitali:l’invidia

giugno 21, 2017

Il cane chiuso nel recinto abbaia a quello che scorrazza liberamente.
(Marty Rubin)

Identificata da sempre come la “brutta bestia”, l’invidia è forse la più velenosa delle emozioni negative, in quanto logora noi stessi ed inquina fortemente i nostri rapporti con gli altri. Nel paragrafo che segue passeremo in rassegna alcuni atteggiamenti che caratterizzano questa “carie dell’anima” in modo da poterla prevenire o, una volta riconosciuta, curare. Oscar Wilde l’aveva definita come “quel sentimento che nasce nell’istante in cui ci si assume la consapevolezza di essere dei falliti”. Proviamo a pensare alle occasioni in cui, profondamente convinti di meritare di più rispetto a ciò che avevamo, abbiamo assistito al successo di un’altra persona. A quel punto abbiamo fatto una scelta: invece di adoperare le nostre energie per migliorarci e compiere azioni coraggiose mirate a realizzare i nostri obiettivi abbiamo deciso di imbatterci in un’opera di distruzione dell’altro individuo ricorrendo a critiche pungenti e attacchi sottili e manipolatori. Questo atteggiamento ha alla base la convinzione di essere privi delle potenzialità giuste per raggiungere gli stessi traguardi dell’altro. In altre parole significa ammettere il nostro limite.In realtà abbiamo dentro molta rabbia repressa mista a dolore che ci porta a sentirci perennemente sconfortati ed insoddisfatti e quando qualcuno ci racconta delle sue vittorie, non riusciamo proprio ad essere contenti perché pensiamo che se l’altro è bravo, noi valiamo di meno. Possiamo individuare diversi tipi di comportamenti che assume chi prova invidia. C’è chi offende usando un’ironia amara e tagliente, chi punta sul senso di colpa, chi usa espressioni negative a raffica e si lamenta in continuazione, chi mette alla prova duramente la pazienza dell’altro portandolo all’esasperazione, chi evita di parlare di sé e mette sempre il naso nelle faccende altrui, c’è infine chi sta semplicemente a guardare nell’attesa che l’altro inciampi e si faccia male solo per poter dire “ti avevo avvisato”. Tutti questi atteggiamenti nascondono un’insana ammirazione. Liberiamoci dell’invidia convertendola in sana ammirazione. Ma come possiamo liberarci dell’invidia che, come abbiamo visto nel precedente paragrafo, può essere altamente tossica e paralizzare la nostra vita?Ricordiamoci che il punto di partenza siamo sempre noi stessi, la fiducia e il profondo rispetto che nutriamo nell’essere unici. Quando ci amiamo siamo portati naturalmente a concentrare tutte le nostre forze nel rendere la nostra vita meravigliosa. Facciamo attenzione, l’invidia non costruisce, demolisce. Se siamo affascinati dal modo in cui un’altra persona ha realizzato se stessa, prendiamola come esempio di mentalità vincente. Teniamo bene a mente che gli unici paragoni sani e potenzianti sono quelli in verticale: quello che eravamo, quello che siamo e quello che saremo. Il segreto è impegnarsi per superare i propri limiti e diventare quello che vogliamo essere.

 1) Evita i paragoni.

2) Struttura un tuo percorso personale e di apprendimento.

3) Ricordati che tu sei speciale e unico.

Individua l’elemento che ha creato il sentimento di invidia dentro di te,  chiediti “Cosa posso imparare?” Trasforma la persona che invidi in un esempio a cui ispirarti.

A presto.

Condividi:

Facebook
Google+
http://www.matildebuonanno.it/blog/il-peggiore-dei-vizi-capitalilinvidia/
Twitter
LinkedIn
Instagram

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *