il ricercatore in cammino: genitori straordinari si diventa

settembre 16, 2016

Essere un genitore è una delle esperienze più complete, più emozionante e nello stesso tempo complesse della nostra esistenza. Genitori e figli sono proprio come le calamite: si attraggono o si respingono. L’attrazione accade in quei giorni meravigliosi dove tutto va per il verso giusto. E’ come se i nostri figli fossero uniti a noi da un legame magnetico che ci fa sentire alla grande. Poi ci sono giorni o momenti in cui le cose non vanno, come se noi  e i nostri figli fossimo le due parti della calamita che si respingono e più proviamo a forzare, più la forza ci separa e si ingrandisce. Rendere magnetica la relazione con i nostri figli? E’ possibile! Non importa quale sia l’età di tuo figlio/a, il tuo lavoro non termina mai, è una continua evoluzione. Ognuno di noi è autodidatta in questo ruolo arduo ma gratificante di genitore. Che lo vogliamo o no, agiamo per emulazione o per reazione in funzione di quello che a nostra volta, abbiamo visto fare dai nostri genitori. L’ingresso nell’adolescenza di un figlio, spesso, provoca disagio nei genitori, il bambino dolce e timido di ieri si sta trasformando in un ragazzino diverso, a volte scontroso e incomprensibile. Questa fase della crescita porta inevitabilmente con sé conflitti, relazioni faticose e discussioni per la conquista di ‘nuovi diritti’ e di una maggiore autonomia. Tutti noi vorremmo che i nostri figli crescessero sani, nell’amore, educati, rispettosi, sicuri di sé, felici,  ma nessuno ci ha mai detto cosa e soprattutto come fare, non abbiamo il libretto d’istruzioni. Da genitori sappiamo quanto spesso sia complicato e ci chiediamo se stiamo facendo la cosa giusta.  Una ricetta magica e assoluta non c’è, ma è utile riflettere su alcuni principi generali  validi per ogni aspetto della vita di un adolescente  che possono aiutare un genitore a orientarsi nella sua pratica quotidiana. 

Ci sono tre considerazioni importanti da fare:

La prima è che la stragrande maggioranza dei genitori non ha le idee chiare su quali siano gli stadi evolutivi del figlio e le relative esigenze. Sono mossi da ottime intenzioni ma producono comportamenti educativi spesso poco funzionali

La seconda è che molti genitori hanno una scarsa conoscenza e gestione delle proprie risorse personali. Fanno fatica a gestire le proprie emozioni e stati d’animo, non conoscono le regole della comunicazione, non conoscono i meccanismi principali con cui la mente elabora la realtà e le esperienze vissute, ecc.  Come si fa a gestire qualcuno se non si riesce a gestire se stessi?

La terza è che i tempi sono cambiati. La scuola tradizionale ha perso di autorevolezza e di ruolo, sia verso i ragazzi sia verso i genitori, la società manda ai ragazzi esempi e messaggi fuorvianti e spesso negativi, i ritmi di vita sono molto diversi rispetto a quando eravamo giovani noi e i genitori hanno molteplici ruoli, non più solo di genitore, ma ad esempio la mamma è anche professionista, imprenditrice, impiegata. Questo non vuol dire che prima era meglio, vuol dire che la società si è evoluta, è cambiata.  E il ruolo del Genitore? E tu?

Quando comunichiamo è necessario trasmettere nel migliore dei modi  il messaggio al nostro interlocutore, vale per gli adulti, e i genitori in particolare che si relazionano con i figli. E’ importante trovare le giuste parole da dire, osservare con attenzione gli atteggiamenti dei ragazzi e condividere le stesse emozioni per iniziare a  comunicare efficacemente. Come adulto che ti relazioni con un adolescente devi rappresentare anche il buon esempio, il modello di riferimento, mantenerti motivato e avere una buona autostima.

 Le 4 regole per creare un clima di stima e fiducia:

  1. Mettiti nei suoi panni, ascoltalo
  2. Diventa il primo fan di tuo figlio
  3. Gli errori, sono opportunità
  4. Guidalo verso gli obiettivi

 

1. mettiti nei suoi panni: Se volete che i vostri figli vi ascoltino, dovete imparare prima di tutto ad ascoltare loro. Il cosiddetto Rapport e l’entrare in sintonia con loro. La regola principale, è mettiti nei suoi panni. Appena riuscirai ad entrare in sintonia con tuo figlio sei pronto a comunicare con lui e motivarlo.Per facilitarti il compito, ti chiedo di ricordare quando eri tu un adolescente, come vivevi il rapporto con lo studio, il rapporto col sesso e tutte le difficoltà che hai vissuto in quel periodo. Se rimani fermo nella posizione da adulto, gli atteggiamenti di tuo figlio, i racconti o le emozioni potrebbero sembrarti banali e lui/lei si sentirà poco o per niente compreso. A volte è come se parlassimo una lingua diversa rispetto a quella dei nostri figli e ci sentiamo come se loro venissero da un pianeta diverso. Scoprire le differenze tra voi e loro ed imparare a capirli e ad interagire con loro in un modo che loro apprezzano, vi farà aprire subito un mondo di nuove possibilità. Concentrati su di lui/lei:

Memorizza bene i nomi di amici e insegnanti, le parole che utilizza

Ascolta il tono della voce quando affronta temi particolari

Resisti alla tentazione di criticare o giudicare appena comincia a parlare

2) Diventa fan di tuo figlio: I ragazzi adolescenti vogliono è essere trattati da adulti. Credo sia il modo migliore per motivare i nostri figli. Parla con tuo figlio/a come se ti rivolgessi ad un adulto e sostieni le idee che ti propone,  trattalo come l’uomo o la donna che sta per diventare.

Confrontati e chiedigli il parere su qualsiasi cosa

Concedigli libertà di scelta e indipendenza di fare errori

Offrigli aiuto quando pensi sia assolutamente necessario

Renditi sempre disponibile quando ha bisogno di parlare

3) Gli errori sono opportunità:  Concentrarsi sulle soluzioni e non ancorarsi ai problemi. Tecniche di coaching e negoziazione. Se tuo figlio, ti propone un’idea, un progetto e credi che qualcosa sia sbagliata, ricordati  sempre  di apprezzare il suo impegno ed evita di concentrarti solo sugli errori. Spiega come può migliorare dai suoi sbagli invece di rimproverarlo. I genitori,  non permettono ai figli di apprendere dagli errori. Mai come in questo caso è opportuno ricordare il proverbio: “Sbagliando si impara”. Quando ti trovi  dinanzi ad un suo errore, cerca di immaginare nuove soluzioni ed esplorare insieme lui/lei le conseguenze delle scelte. Potresti stimolare la discussione con le seguenti domande:

Per quale motivo credi sia successo?

Quale sensazione hai, come ti senti?

Cosa pensi si possa fare insieme per migliorare in futuro?

e poi la domanda più semplice e nello stesso tempo straordinaria ed efficace: “Come posso aiutarti?

4) Guidalo verso gli obiettivi: Accompagna tuo figlio verso gli obiettivi. Evita innanzitutto di avere pregiudizi, e impegnati  ad utilizzare le migliori tecniche per una comunicazione efficace. Gli adolescenti sono ancora in cerca dei percorsi futuri e spesso di avvicinano ad un hobby, ad uno sport, a delle passioni per la pura gioia del momento, senza contare che in futuro potrebbero cambiare idea. Dovresti parlare con tuo figlio, farlo ragionare sulle scelte senza imporre nulla, l’unica cosa è aiutarlo ad individuare le cose in cui davvero crede e sostenerlo. Relazionarsi con gli adolescenti è impegnativo, però ritengo che costruire una buona relazione con un figlio, serva ad  accompagnarli verso il successo della loro vita. “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù”. Divertitevi  INSIEME ai vostri figli, vi renderà autentici e magnetici con loro e la vostra gioia di vivere e autostima migliorerà. Una famiglia perfetta non esiste, il genitore è un ricercatore sempre in cammino.

A presto!

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