il “se” in salute

gennaio 30, 2018

“Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere.”

Jim Rohn

Aggiungo: abbiate cura anche della vostra mente, in quanto corpo e mente sono interconnessi. Da quando mi sono approcciata agli studi di Psicologia e Psicoterapia Funzionale dinanzi a me si è aperto un nuovo modo di vedere l’individuo, basato non più sul concetto generico di identificare il corpo distinto dalla mente, ma, sulla teoria  che il “sé” è integrato ed unitario. Il Funzionalismo nasce negli anni 40-50 in opposizione all’idealismo e allo strutturalismo in psicologia. L’idea era di studiare il funzionamento della persona nel rapporto con l’ambiente, nel suo adattarsi, nelle modalità di interazione. Ma fu applicato quasi esclusivamente nel campo pedagogico. Oggi sappiamo che i processi psicocorporei, scendono dettagliatamente su tutte le Funzioni che costituiscono il nostro Sé:

  • Emozioni (positive e negative);
  • Movimenti, posture, forma del corpo, forza;
  • Sensazioni, tono muscolare, respiro, sistema vegetativo, sistema ormonale, voce;
  • Ricordi, simbolico, razionale, fantasie, progettualità e desideri.

In ogni parte del nostro corpo si stratifica un’ampia e multiforme varietà di esperienze e di emozioni. La  teoria del funzionamento mente-corpo, è di tipo piramidale, cioè una mente che controlla tutto dall’alto, mentre la psicologia funzionale sostiene che è di tipo “circolare”, in cui tutti i vari piani psicocorporei contribuiscono in modo paritario alla complessa organizzazione dell’organismo. Teoria che condivido. Il Sé può essere definito, dunque, come l’organizzazione di tutte le Funzioni dell’organismo visto nella sua interezza e globalità. In ogni Funzione è l’intera persona che si esprime e le Funzioni possono essere studiate in modo molto dettagliato esaminando le alterazioni generate nel corso degli anni in ciascun individuo. Ciò permette di intervenire in modo preciso e concreto per ricreare l’equilibrio armonico del Sé, riparare le alterazioni in atto su tutti i livelli Funzionali, e restituire, salute e benessere alla persona.Si tratta di un vero e proprio cambiamento epistemologico che permette di guardare in modo multidimensionale al funzionamento degli esseri umani, e a quello di altri organismi come le famiglie, i gruppi, le istituzioni. Facciamo un esempio: La razionalità, i ricordi, il mondo simbolico, le posture, i movimenti, e ancora il mondo delle emozioni, e l’insieme dei sistemi interni fisiologici, sono Funzioni psicocorporee, profondamente integrate e interconnesse già alla nascita, esse possono successivamente sconnettersi tra di loro, alterarsi, diventare limitate, in termini scientifici “sclerotizzarsi”. La rabbia può manifestarsi solo nella mascella e nei pugni inconsapevolmente serrati; un volto esprime tristezza senza che la persona se ne accorga; una delusione diventa direttamente contrazione allo stomaco; mani sudate e tachicardie svelano una paura non percepita; i pensieri possono ritornare sempre sugli stessi punti; le fantasie possono essere ossessivamente paurose; i muscoli tesi producono un perenne stato di allarme; e così via. Nella vita di ogni bambino esistono delle esperienze fondamentali che devono avere uno svolgimento positivo affinché siano assicurati la continuità di esistenza del Sé (senza precoci brusche interruzioni), la conservazione dell’integrazione originaria, uno sviluppo armonico ed effettivo di tutte le Funzioni psicocorporee,  vengono definite: “Esperienze di Base del Sé”, cioè (il potersi abbandonare all’altro, il poter stare, amare, nutrirsi, la forza calma, l’aggressività affettuosa, tenere e lasciare, e così via), sono i mattoni della vita, sono quelle esperienze che se carenti, hanno poi bisogno di essere ricostruite in psicoterapia, per poter accedere a degli esiti differenti da quelli che si sono cristallizzati nella vita del paziente. E’ indispensabile cioè che proprio in terapia, queste antiche Esperienze siano “ripercorse”; e ripercorse su tutti i piani del Sé, (dall’emotivo al posturale, dai ricordi ai movimenti, dalle fantasie al neurovegetativo, ecc.) E’ indispensabile che siano rese gratificanti e nutrienti, trasformandone gli esiti antichi e le antiche tracce laddove siano connotate negativamente, per evitare che si ripetano le stesse vicende drammatiche che i pazienti hanno già vissuto nel loro sviluppo evolutivo. Nella terapia si può ritrovare una vera e propria “seconda occasione”, nella quale il paziente può finalmente interrompere i suoi cortocircuiti, appoggiarsi pienamente senza doversi preoccupare per l’altro, senza dover necessariamente “ricambiare”, senza dover tenere il filo degli avvenimenti. E’ l’unica possibilità che si ha da adulti, di potersi affidare pienamente e di “ritornare” così ad un “prima” che intervenissero alterazioni, sconnessioni, rigidità, o meglio, ad un “profondo” dove sussistono ancora condizioni di integrazione tra le varie Funzioni del Sé e condizioni di mobilità vitale. Una psicoterapia che si voglia muovere su questi livelli di intensità non può esprimere tutta la sua efficacia se si limita a restare al di sopra del “controllo” e della vigilanza, ma il suo presupposto deve essere sempre quello di un raggiungere quelle zone interne del Sé, dove la persona sente e capisce al contempo, dove si riaprono emozioni e movimenti. E di lì poi si può procedere, attraverso un lavoro paziente e continuo, ad un allargamento di queste zone interne integrate e ad una riconnessione delle aree vicine in modo via via più esteso.

“Le malattie che sfuggono al cuore divorano il corpo.”
Ippocrate

A presto

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