la “cura” del buonumore con la comicoterapia

maggio 13, 2017

Il sorriso è un biglietto da visita che racconta di come ti rapporti agli altri, della misura in cui riesci ad entrare in sintonia con i tuoi interlocutori, ma non solo. La comico-terapia parte proprio da questo principio: la risata ha un effetto positivo sul sistema immunitario perché oltre a ridurre il livello di ansia, innesca nell’organismo una serie di processi chimici scientificamente dimostrati. Fra questi, una maggiore secrezione di analgesici naturali quali le beta endorfine e le catecolamine, l’aumento di ossigenazione nel sangue e la riduzione dell’ansia residua nei polmoni. Anche la medicina ufficiale, negli anni 80, ha riscoperto gli effetti delle emozioni sul sistema immunitario,ed ha constatato che la felicità è contagiosa, e il riso apre le valvole dell’energia comunicativa. Il nostro bambino interiore, vivo, creativo e stimolante deve continuamente essere incoraggiato e non basta l’affidarsi solamente al pensiero positivo indotto; ecco perché il riso diviene un passaggio chiave per spegnere il lavoro mentale e risvegliare la mente inconscia attraverso il non-fare e il non-pensare, e favorendo la creatività, come presupposto a libere associazioni. Il nostro corpo è in armonia quando siamo sereni, allegri, liberi, altrimenti inevitabilmente ci si ammala; il riso infatti riduce la secrezione di ormoni da stress, come il cortisolo, e stimola la produzione di betaendorfine, analgesici prodotti dall’organismo. Alcuni studi compiuti da ricercatori del gruppo internazionale Arise dimostrano che la comicoterapia contribuisce a favorire la salute fisica e mentale, facilita il processo di rilassamento e di protezione dallo stress e può agire come fattore di protezione dalle malattie. Le capacità terapeutiche del sorriso stanno imponendosi sempre più decisamente all’interno di terapie olistiche non ortodosse mirate a stimolare la capacità di auto-guarigione. La comicoterapia è ormai utilizzata ampiamente in strutture ospedaliere, dove ci si è decisi a curare i pazienti e non la malattia; ha raggiunto un altissimo grado di popolarità grazie al film “Patch Adams” interpretato da Robin Williams. Secondo gli studiosi di questa nuova branca della medicina, la Psico Neuro Endocrino Immunologia (PNEI), esiste la via emotiva che porta alla salute: si tratta di scoprire se emozioni come l’ilarità, la gioia, la contentezza possano rappresentare un’accelerazione di questo percorso verso la sconfitta dei mali che ci colpiscono. Secondo questi ricercatori ciò che conta maggiormente è esprimere, avere la capacità e la forza di permettere al nostro organismo di “buttare fuori” i propri turbamenti, la propria rabbia, la paura, il dolore; bisognerebbe non imporsi mai comportamenti contrari al proprio istinto, in quanto, il trattenerli a lungo potrebbe provocare stati depressivi che causano un grave abbassamento delle difese immunitarie. E’ quindi importante apprendere a praticare un ottimismo responsabile attraverso il continuo esercizio della speranza, della fede nel futuro, e soprattutto dell’autoironia, ovvero la capacità di  “ridersi addosso”, di guardarsi con occhi diversi, di considerare i propri problemi come sfide e non come drammi insolubili. La Società Polispecialistica Italiana dei Giovani Chirurghi (SPIGC) e l’Associazione Ridere per Vivere hanno sperimentato presso la Machiavelli Medical House del Gruppo USI di Roma la Comicoterapia in Sala d’Aspetto, ovvero praticata su pazienti in attesa di effettuare visite od accertamenti diagnostici anche invasivi per via ambulatoriale. La Comico-terapia è stata somministrata tra Ottobre e Dicembre dello scorso anno da due attori della Lega Italiana per l’Improvvisazione Teatrale (LIIT) sotto la supervisione di Leonardo Spina, gelotologo (esperto del ridere terapeutico), della Dottoressa Sonia Fioravanti, psicoterapeuta e del Dottor Antonello Trecca (chirurgo endoscopista e Segretario Generale della SPIGC) su un totale di duecento pazienti che hanno eseguito visite ambulatoriali. Tra questi, quarantuno pazienti scelti casualmente sono stati testati con appositi questionari prima dell’attesa, dopo aver partecipato alla comicoterapia ed al termine della visita e/o dell’accertamento diagnostico. La sala d’attesa rappresenta infatti un laboratorio sperimentale di vissuto umano ed emozionale travolgente. Da sterile e banale momento applicativo della routine sanitaria può diventare la chiave di lettura privilegiata del “pre-paziente” che il Medico della Risata tenta di consegnare al medico tradizionale dopo avergli allentato tensioni e paure. Un breve questionario approntato dagli esperti di Ridere per Vivere e teso a comprendere il livello di ansia e dello stress è stato fatto compilare dai pazienti in entrata. Dopo aver assistito alle  reciproche provocazioni umoristiche dei due attori, che agivano in incognito, e essersi sottoposti alla visita o all’esame diagnostico previsto, è stato chiesto loro di rispondere a un secondo questionario in uscita, per tentare di comprendere se e come la comicoterapia fosse riuscita nell’intento di allentarne lo stress e renderne più agevole il percorso terapeutico I risultati sono molto incoraggianti. La misurazione dell’ansia ha evidenziato che il 34% del campione risultava abbastanza ansiosoIl livello di gradimento della comicoterapia da parte dei pazienti è stato molto elevato: il 40% circa la considera positivamente, il 55% la considera moderatamente positiva, mentre solo il 5% la considera in modo negativoIl 12% ha dichiarato di aver notato molta differenza nel suo stato d’animo prima e dopo la comicoterapia, abbastanza il 27%, poca il 27%, nessuna differenza il restante 34%. Da segnalare che più della metà del campione era composto da persone testate come non ansiose. Per il 47% degli intervistati l’idea della comicoterapia in sala d’attesa risulta utile, il 37% la ritiene buona, addirittura ottima secondo il 10% circa dei pazienti. Il 78% ripeterebbe volentieri l’esperienza della comicoterapia prima di un esame e/o visita, mentre il 17% non sa rispondere. Infine il 96% degli intervistati consiglierebbe al proprio dentista di adottarla per la sua sala d’attesa.Il tipo di comicoterapia proposto è stato una specie di Candid camera senza la TV (solo nell’ultima somministrazione si è realizzato un video nascosto, con il consenso a posteriori dei pazienti), realizzato grazie all’apporto di due improvvisatori professionisti che non dichiaravano il proprio ruolo: Susanna Cantelmo che si identificava nei panni di una paziente in attesa ed Antonio Mariani, via via nei panni dell’uomo delle pulizie, dell’uomo che prende le misure, dell’uomo in cerca di fidanzata e  così via. Le reazioni delle persone in attesa sono state molto diverse, ma nessuna dichiaratamente negativa. La sala d’aspetto, così privata della sua dimensione tragica, esplodeva libera di contenuti emozionali talora imprevisti fino al riso, al dibattito ed alla commozione, con inaspettati ritorni in sala d’attesa da parte di pazienti che avevano terminato di essere, appunto “pazienti”. L’allegria il senso dell’umorismo si possono allenare sviluppando la fantasia e la creatività e a volte sono proprio le persone in difficoltà che ci stimolano a farlo. Si possono guardare gli avvenimenti della vita da un’altra angolazione, smontarli e rimontarli secondo un’altra logica con una nuova ottica. Sono una sostenitrice del pensiero positivo, e credo che nel ribaltamento della condizione tragica del vivere ci sia sempre una soluzione positiva.

La medicina non è divertente, ma c’è molta medicina nel divertimento

L. e M. Cowan

A presto.

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