la critica costruttiva

febbraio 26, 2018

Qualcuno ha detto che ci vuole meno sforzo mentale a condannare che a pensare.
(Emma Goldman)

Lo scopo di una critica costruttiva non è: ferire l’altro; indebolirlo; attribuirgli etichette negative; colpevolizzarlo; ecc. Non è un’arma in situazioni di forte emotività, ma un’occasione di crescita e miglioramento della nostra relazione con gli altri. Una critica costruttiva, diversamente da quella manipolativa, ci fornisce suggerimenti utili per migliorare il nostro comportamento. Un atteggiamento che andrebbe evitato assolutamente è fare  una critica in un momento poco adatto, ad esempio quando l’altro non è nello stato d’animo di recepirla, o fare una critica in risposta ad un’altra critica durante un litigio, creando così una spirale di attacchi e difese, che non aiutano assolutamente. Formulare critiche che contengano generalizzazioni eccessive (“mai”, “sempre”, “niente”, “tutto”), come ad esempio “Non mi accontenti mai” “Con il tuo atteggiamento rovini sempre tutto”, è un altro comportamento che andrebbe assolutamente evitato, queste critiche sono vaghe e comunicano solo il risentimento della persona che le formula.  Quando riceviamo una critica costruttiva è importante valutarla in modo corretto ad esempio chiediamoci se la persona che ci sta criticando ci conosce abbastanza, o se è possibile cambiare il comportamento criticato, o ancora se abbiamo davvero fatto quello per cui siamo stati  criticati. Occorre ricordare che una critica, se pur costruttiva è sempre una critica, ovvero agisce in casi di inefficienza e di mancanza, con tutto il suo bruciore e le emozioni distruttive che si porta appresso. Il punto cruciale è dato dal controllare il fattore di reazione distruttiva che viene naturale manifestare quando c’è una mancanza o un problema che l’altro ci produce. Le critiche distruttive scuotono talmente tanto la fiducia che un individuo ha in se stesso da farlo sentire inferiore, il che lo rende teso e lo porta inevitabilmente a commettere degli errori nel realizzare ciò per cui è stato criticato. L’unico scopo delle critiche dovrebbe essere quello di fornire all’altra persona un’occasione di riflessione per migliorarsi. Le critiche sono costruttive solo quando hanno questo “nobile” fine, e non sono spinte dall’esigenza di vendicarsi, dalla rabbia o dal disappunto. Ricorda: non fare critiche che non ti sono state richieste, potresti ferire i sentimenti del tuo interlocutore, se invece ti si chiede un parere, intervieni ma con molto tatto. Se hai fatto una critica costruttiva su un dato argomento un paio di volte, probabilmente hai detto abbastanza. Ritornare sulla stessa questione ancora e ancora non sarà produttivo, e potrebbe generare sensazioni negative nella persona che stai criticando. Cogli i segnali che ti dicono quando una persona ne ha abbastanza e non dire altro fino a quando non ti viene chiesta la tua opinione. Quando ti muovi tra le emozioni del tuo interlocutore, stai camminando su un terreno a te sconosciuto, e per quanto  le tue intenzioni possano essere nobili, potresti senza volere, trasformare un aiuto in una tragedia! Quando parlo di critiche, mi piace ricordare il metodo  sandwich, e apprezzo molto chi lo utilizza. Questo metodo viene usato spesso nelle grandi aziende per tenere alto il morale degli impiegati e allo stesso tempo spronarli a fare di più. Immagina per un attimo di avere invece di fronte a te la persona che ami, potresti sorprenderti dal risultato che saresti in grado di ottenere, semplicemente iniziando la tua conversazione  con un complimento. Dopo fai la tua osservazione, (critica) ma  le fai  anche notare un altro aspetto positivo della sua persona. Il risultato? Che la  tua critica in mezzo a due complimenti, le rende la pillola più dolce da digerire. Le critiche costruttive  sono positive, ma vanno anche motivate, va  spiegato il “perché” è stata mossa quella specifica critica. Un consiglio: non  travolgete la persona con troppe informazioni. Anche se le tue critiche sono formulate in termini positivi, inizieranno a suonare come una specie di lista della spesa delle cose di cui questa persona si deve occupare e alla fine la conversazione prenderà una piega negativa.  Se hai altre cose da aggiungere, sollevale in un’altra occasione.

Ricorda : le critiche vanno sempre fatte quando la persona è di buon umore, e come disse Daniel Goleman, la critica è un espressione d’intelligenza emozionale, aggiungo, senza questo fattore, ci saranno solo due perdenti!

A presto

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