la stretta di mano è un modo di essere

gennaio 5, 2017

Hai mai prestato attenzione a come ti danno la mano in una prima presentazione?Quando diamo la mano, soprattutto la prima volta e ad uno sconosciuto la diamo per presentarci e iniziare ad instaurare una relazione. In questa presentazione, consuetudine culturale, non ci sono parole o argomentazioni logiche, è la componente non verbale, analogica ed emotiva ad avere il predominio nella comunicazione. Il corpo, nel caso della stretta di mano, attraverso la gestione degli spazi, la forza nello stringere, il modo di porgere la mano, il tempo di rilascio della mano etc, comunica per analogia il tipo di relazione che la persona intende avere con noi. La stretta di mano non è solamente un gesto indispensabile per mostrare cordialità nei confronti del nostro interlocutore, ma può dimostrarsi anche una carta vincente per dare di sé un’ottima impressione, cosa che diventa di fondamentale importanza durante un colloquio di lavoro o un incontro professionale.Tutto questo perché la stretta di mano non è solamente una convenzione sociale, ma un vero e proprio biglietto da visita che parla di noi. Se le mani, in fase di incontro, sono strette in maniera insolita, questo salta subito all’occhio dell’interlocutore,non passano ad esempio inosservate strette di mano mollicce o troppo forti, è impossibile non notare che l’interlocutore ci presta una stretta di mano parziale, porgendoci solo le dita, o che durante la stretta ruoti il polso esageratamente.Anche un osservatore disattento nota  queste particolarità, ma un ottimo osservatore può conoscere meglio chi ha davanti, osservando le peculiarità della sua stretta di mano.Stringere la mano è una cosa seria e ricca di significato. Studi condotti in merito affermano che l’interlocutore che stringe la mano torcendo leggermente il polso e obbligando l’altro a girare il palmo verso l’alto è un individuo dal carattere dominante, che vuole imporre subito un rapporto di sudditanza. Stessa cosa dicasi nei confronti di chi, stringendo la mano regala una pacca sulla spalla. Se invece la stretta di mano è troppo debole e l’interlocutore offre solo le punte delle dita, è probabile che ci si trovi davanti ad una persona che non ama il contatto fisico, che sia un individuo altezzoso, schivo e nel peggiore dei casi opportunista. D’altronde una stretta di mano troppo debole non ha mai convinto nessuno no? Anche il livello di sudorazione della mano può dirci tanto sulla persona che ci troviamo davanti, diversamente dal resto del corpo, la mano suda non per un aumento della temperatura, quanto piuttosto per un improvviso stress emotivo. Una stretta di mani umidiccia non solo è sensorialmente poco piacevole, ma ci racconta che l’interlocutore probabilmente ha una cattiva capacità di gestione dello stress o non si trova per niente a proprio agio in quella situazione. La mano insolitamente fredda è indice di scarsa socievolezza, tendenza al temperamento introverso e a comportamenti nevrotici e depressivi, questo è vero soprattutto quando a porgere la mano è una donna anche se è fondamentale ricordare che le donne sono caratterizzate da una meno efficiente circolazione periferica e questo spesso causa, per soli motivi fisici, una mano fredda. In fase di conoscenza una stretta di mano fredda è dunque un fattore da considerare ma con cautela. Passiamo alla stretta di mano troppo forte. Questa normalmente caratterizza un individuo dalla personalità forte e dominante, particolarmente razionale e apparentemente sicuro di sé. Quando però la stretta si fa eccessivamente forte questo può essere segno di carattere esibizionista e nel peggiore dei casi aggressivo.Se la pressione nella stretta è poco incisiva, quasi inesistente è probabile che la persona che si ha davanti sia schiva, timida e in alcuni casi diffidente. Secondo alcuni studi una stretta di mano troppo debole potrebbe essere indice di depressione, e di stato melanconico. A confermare il legame fra personalità e stretta di mano ci pensa il fatto che questo gesto non conosca variazioni quando si incontrano persone differenti. Per dirla semplice noi stringiamo la mano sempre alla stessa maniera regalando di noi, fin da subito, e in alcuni casi inconsapevolmente una buona o cattiva opinione. Per questo saper leggere il significato che si nasconde dietro ogni  stretta di mano è importante. ci potrebbe aiutare a migliorare i rapporti con gli altri. Studi scientifici quali quelli condotti presso l’Università dell’Alabama da un equipe di psicologi hanno dimostrato che una stretta energica e calorosa predispone positivamente l’interlocutore verso chi la concede specie se a farlo è una donna in quanto emerge subito il suo carattere socievole, curioso, gioviale e aperto. Naturalmente le prime impressioni devono essere confermate durante tutto l’incontro, psicoanalizzare il proprio interlocutore basandosi esclusivamente sulla sua stretta di mano potrebbe dimostrarsi un grave errore. Si dice che l’uomo avrebbe “ideato” l’atto di offrire la mano, sì, per mostrare cordialità, ma anche perché, allungando e tendendo il braccio, avrebbe modo di tenere a “ragionevole” distanza il conoscente. Questo impulso è maggiormente sentito dal sesso maschile che è particolarmente suscettibile ad un avvicinamento, così tendere la mano potrebbe essere inteso anche come un segnale dal significato di “arrestati lì e non invadere oltre il mio spazio”. Qualche consiglio:

  1. Non compiere azioni meccaniche: fermiamoci un attimo e rendiamoci conto che stiamo per stringere la mano a qualcuno.
  2. Adeguarsi alla pressione: Se il nostro interlocutore ha una bella stretta, adeguiamoci ad essa. Ovviamente non deve essere una gara a chi stringe più forte. La stretta di mano si deve sentire, ma non deve fare male!
  3. I pollici: Il segreto sono i pollici. Si devono intersecare, quasi abbracciare. E’ una sensazione piacevole e rilassante. Quindi teniamo su il pollice e abbracciamo con garbo quello del nostro interlocutore al momento della stretta di mano.
  4. Piena ma non invadente: Attenzione alla distanza sociale! Rispettiamo la distanza di almeno 60 cm dal nostro interlocutore, per non invadere il suo spazio sociale. (se indietreggia è un chiaro segnale che abbiamo già sbagliato). Per concludere:  come è fatta la stretta perfetta? Le regole sono le stesse per uomini e donne. Si offre all’altro la mano destra, con una stretta ferma ma non eccessiva, in un punto che si colloca a metà strada tra noi e chi abbiamo di fronte. Il palmo deve essere asciutto e fresco e le mani strette si devono scuotere 3 volte per un tempo non superiore ai due-tre secondi. Ci si deve guardare negli occhi, sorridendo in modo spontaneo e con una forma di saluto o presentazione consona alla situazione. Banale? Non la pensano così i vertici inglesi della Chevrolet, che hanno inserito il corso sulla corretta stretta di mano nel programma formativo della propria forza vendita e che hanno sovvenzionato lo studio di Beattie (più per farsi pubblicità che per vero amore della scienza). «La stretta di mano non è solo una forma di saluto rituale, ma anche un modo per concludere gli affari. E’ importante che il tuo staff sia capace di farlo nel modo migliore per trasmettere fiducia e rassicurazione ai clienti».

A presto.

 

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