l’allenamento mentale nello sport

marzo 16, 2017

Cos’è l’allenamento mentale nello sport?

L’allenamento mentale nello sport è un insieme di tecniche per essere concentrati durante la gara, caricarsi psicologicamente in un momento specifico della gara che richiede una maggiore attivazione e un maggior dinamismo, affrontare la gara con il giusto atteggiamento e gestire lo stress prima, durante e dopo l’evento sportivo. L’allenamento mentale consiste in una serie di attività che riguardano il lavorare sulla testa, sulla fisiologia, sulla concentrazione, e su ciò che gli atleti dicono a loro stessi durante la gara. Tutte queste cose sono interconnesse e lavorano insieme per creare una positiva collaborazione tra la mente e il corpo al fine di garantire all’atleta il massimo livello di prestazioni. Per raggiungere questo obiettivo, la mente e il corpo devono essere addestrati a lavorare insieme, come una squadra. L’allenamento mentale può aiutare i giocatori a tutti i livelli a migliorarsi. Non occorre essere un psicologo per allenare la propria mente, ma occorre avere gli strumenti giusti che puoi acquisire frequentando anche i nostri corsi.

I principi dell’allenamento mentale nello sport:

L’allenamento mentale aiuta gli atleti a migliorare più velocemente e facilmente, del  solo allenamento fisico-tattico-tecnico. Personalmente ritengo che l’allenamento mentale può aiutare i giocatori a tutti i livelli a migliorarsi, e  che tali concetti possono essere applicati ad ogni sport e a tutte le professioni. Le sole cose che un giocatore può e deve  assolutamente avere sotto controllo è ciò che egli pensa, come agisce, e ciò che dice a se stesso e agli altri quando si trova sul terreno di gioco durante la gara. Quanti allenatori integrano nei loro allenamenti sessioni di questi importanti componenti, che possono contribuire a ottimizzare le prestazioni dei loro giocatori? La maggior parte degli allenatori sottolinea ai giocatori l’importanza della tecnica, ma quanti includono strumenti di allenamento mentale per aiutare i loro giocatori ad essere dei vincenti? Tutto ciò che serve sono gli strumenti giusti. Io credo che l’allenamento mentale può aiutarti a diventare un allenatore migliore e può aiutare i tuoi giocatori a diventare dei campioni.

Cosa può fare per voi l’allenamento mentale?

Uno dei grandi momenti della competizione olimpica è stato durante l’evento finale ai Giochi di Barcellona del 1992. Trent Dimas era uno degli atleti che faceva parte del team della squadra di ginnastica statunitense pronti a montare la barra orizzontale per l’ultimo evento prima della cerimonia di chiusura. La sua prestazione è stata impeccabile, con un controllo assoluto del corpo. Ancora più spettacolari sono state le sue mosse di uscita: lasciare andare la barra alta a mezz’aria e la crociera nello spazio con grazia ed eleganza. In previsione di un atterraggio perfetto, ha iniziato a sorridere prima ancora di toccare terra, piantando i piedi ben saldi a terra. I giudici lo ricompensarono con un 10 perfetto, e in effetti non si poteva fare altrimenti. Rivedere il replay della sua esibizione a distanza di anni  è  in qualche modo, ancora eccitante. Pochi secondi prima che cominciasse il suo viaggio alle altalene, il replay mostra un momento di tranquilla solitudine, un momento di riflessione, un momento di preparazione mentale. Dimas, ha chiuso gli occhi e semplicemente ha aspettato pazientemente di essere pronto per la sua prestazione proiettando nella sua mente il film di immagini mentali, rivedendo le immagini più volte nella sua mente fino a quando il suo evento reale sarebbe stato in sintonia con ciò che la sua mente vedeva e il suo corpo sentiva. Dimas Trent, è riuscito a vincere la medaglia d’oro grazie alla sua formazione pratica mentale che ha contribuito ad assicurargli una performance impeccabile.

I 7 assiomi fondamentali dell’allenamento mentale nello sport

L’allenamento mentale consiste in una serie di attività che riguardano il lavorare sulla testa, sulla fisiologia, sulla concentrazione, e su ciò che gli atleti dicono a loro stessi durante la gara. Tutte queste sono interconnesse e lavorano insieme per creare una positiva collaborazione tra la mente e il corpo al fine di garantire all’atleta il massimo livello di prestazioni. Al fine di raggiungere questo obiettivo, la mente e il corpo devono essere addestrati a lavorare insieme come una squadra. Quella che segue è una descrizione dei sette assiomi fondamentali dell’allenamento mentale nello sport e in seguito descriverò uno per uno ogni assioma e fornirò degli esempi per avere maggiori chiarimenti:

1. Il primo assioma dichiara che la mente controlla il corpo. La mente dice al corpo cosa deve fare e il corpo  lo esegue. Ad esempio nel tennis la mente dirà al corpo come colpire la pallina, nella boxe come sferrare un pugno, etc.;

2. Il secondo assioma sostiene che l’allenamento mentale è facile da applicare in pratica. Ogni volta che un atleta passa alla pratica ha un occasione per allenare la sua tenacia;

3. Il terzo assioma asserisce che l’allenamento mentale insegna ad avere un rendimento costante durante ogni partita o gara. Quando un giocatore riesce a controllare le sue emozioni durante la gara e a utilizzare la fisiologia per aumentare la fiducia in se stesso, giocherà meglio perché sarà in grado di mantenere il migliore livello di rendimento in ogni momento della gara;

4. Il quarto assioma dice che l’allenamento mentale può essere calibrato al tipo di personalità del giocatore. Poiché ogni atleta è differente, quello che funziona per un atleta può non funzionare per un altro. Le nostre menti sono diverse come i nostri corpi. Questa è la chiave per capire quale specifico linguaggio produce i migliori risultati per ogni singolo giocatore o atleta;

5. Il quinto assioma afferma che l’allenamento mentale migliora la resistenza mentale dell’atleta in poco tempo. L’allenamento mentale è ciò che permette agli atleti di vincere. Utilizzando le tecniche di allenamento mentale, sarete in grado di allenarmi in modo più efficace, di entrare in forma in un periodo di tempo più breve, di raggiungere prima il successo nel vostro sport, di giocare con meno sforzo e, soprattutto, gustare ed apprezzare lo sport che vi piace giocare;

6. Il sesto assioma dice che anche il recupero fisico dopo una partita è più veloce utilizzando questo  sistema, in quanto vi è meno “stress mentale” durante il gioco. Lo stress può causare problemi muscolari. Pensate a questa formula:

Pensieri negativi = maggior stress = tensioni muscolari = convinzioni limitanti = scarsa prestazione

perché un giocatore deve rischiare di avere scarse prestazioni utilizzando questa formula durante una gara? Perché un atleta non dovrebbe giocare con meno sforzo e con un rendimento migliore?

7. L’ultimo assioma sostiene che l’allenamento mentale insegna ad avere consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza. Come qualcuno ha detto: “Non è possibile cambiare ciò che non si conosce”. Essendo consapevoli delle proprie aree di miglioramento, si comincerà a capire quello che è necessario cambiare per avere successo.

Gli elementi dell’allenamento mentale nello sport

La componente mentale come abbiamo gia’ detto è  fondamentale.  E’ importante mentre scendi in campo, quello che dici a te stesso, durante la partita, e ciò su cui scegli di concentrarti durante la partita. Su come giudicherai la tua prestazione, la strategia che sceglierai di adottare durante la gara e i colpi che selezionerai, come si sceglie di reagire alle sconfitte quando si perde, come mantenere il miglior livello di intensità, e su cosa tu e il tuo allenatore sceglierete di concentrarsi dopo la partita. Qualunque sia lo sport da te praticato, ciò che puoi fare, è  dire e pensare positivo per creare il minimo di pressione su di te in modo da poter eseguire al meglio la tua prestazione. Qui di seguito troverai alcuni esempi dei diversi modi di approcciare mentalmente a uno sport:

a) Non ci sono sbagli. Come molti di voi sanno la cattiva gestione delle emozioni durante la gara fa sbagliare molti colpi. Che fate per gestire le emozioni durante la partita? Troppi giocatori emettono un giudizio di valori sui loro colpi, soprattutto su quelli sbagliati. Dallo loro reazione si capisce che pensano che è la fine del mondo quando sbagliano un colpo, un tiro, ecc. l’emozione che è attaccata ai colpi sbagliati rafforza il mantenere la concentrazione sull’errore oltre il tempo necessario. Se ci si concentra sui colpi sbagliati piuttosto che su quelli indovinati si rafforza il pensiero negativo piuttosto che quello positivo. La vostra mente ricreerà i colpi sbagliati e voi proverete le emozioni che ci sono attaccate per tutta la durata della gara o partita. È importante che tu ricordi a te stesso che non ci sono sbagli, altrimenti perderai. La prossima volta che fai un errore durante la gara, la prossima volta che sbagli un colpo, prova a dire a te stesso: “Non c’è problema, mi rifarò la prossima volta”. La volta successiva se indovinerai una giocata o un colpo questo ti porterà a dire a te stesso: “Bravo, gran colpo (oppure bella giocata), andiamo a vincere!”

b) Non regalare punti. Quanti di voi regalano punti ai loro avversari? La maggior parte dei giocatori, ovviamente,  non ammettono di farlo! Ma a mio avviso dovrebbero ammettere di farlo. Spesso si regalano punti dopo aver sbagliato un colpo o una giocata facile. Forse stai giocando una buona partita, sbagli una giocata e cominci a darti addosso, a giudicarti, in quel momento devi dire a te stesso che non esistono colpi facili. Avrai notato che dopo aver perso quello che sembrava un semplice colpo o una facile giocata, sbagli anche i successi due o tre colpi o le successive due o tre giocate. Ora prova a sperimentare questa strategie nelle tue prossime gare o con i tuoi prossimi avversari. Ora, ogni volta che sbagliate un colpo in una partita, cercate di indovinarlo alla prossima occasione, o almeno cercate di fare in modo che il vostro avversario non guadagni la palla, la battuta o il punto successivo. Questo cambiamento di focalizzazione vi porterà a concentrarvi sulla prossima occasione. Prendila come una sfida. Potrai notare la differenza nella prossima azione di gioco o nella prossima partita. Dovete sforzarvi consapevolmente per non mettere emozioni negative tra voi e la vostra prestazione. Ricorda, quello che succederà nella tua testa dopo che avrai sbagliato un colpo può farti guadagnare il prossimo punto, la prossima giocata oppure può regalarli al tuo avversario.

c) Antidoti. La maggior parte degli atleti o dei giocatori pensano solo al loro gioco e se quello che stanno facendo è giusto o sbagliato. Quando questo accade si privano di una importante opportunità: concentrarsi su cosa possono fare per far sbagliare l’avversario. così, invece di concentrarsi solo sul proprio gioco, occorre porsi le seguenti domande sul proprio avversario: a quali tipi di colpi nono riesce/riescono a rispondere? Quali giocate lo/li mettono in crisi? Quali sono i  suoi/loro punti deboli? Che cosa posso fare per mettere in crisi il suo/loro gioco o spezzare il suo ritmo?

d) Eliminare la rabbia. La rabbia non ti aiuta a vincere. La rabbia interrompe la concentrazione e toglie l’energia necessaria per svolgere al meglio la tua prestazione. Reagire ad emozioni come la rabbia può diventare un abitudine. Le abitudini possono essere modificate con la consapevolezza e la pratica. Invece di arrabbiarvi, fermatevi e dite a voi stessi: “Avanti, e solo un punto (una giocata, un goal, un canestro, etc.), mi rifarò la prossima volta”. Create situazioni che vi aiutino a mantenere la calma. Restare calmi e concentrati assicura un modo più semplice per vincere.

e) Dialogo interno. I giocatori e gli atleti in genere spesso dicono a se stessi cose più distruttive di quante gliene possano dire i tifosi che li contestano o i giudici o gli arbitri di gara. Sembra che ci sia un dialogo negativo costante in corso, in particolare dopo il giocatore sbaglia quello che lui percepisce come un colpo semplice o una giocata facile. E’ facile riconoscere un atleta che ricade in questo comportamento limitante. Li riconosci perché sono quei giocatori che si dicono (a voce alta, la maggior parte del tempo): “Non posso credere che ho sbagliato questo tiro/colpo/giocata. Era così facile”. In realtà questo è soltanto un modo per mascherare la loro mancanza di fiducia in se stessi. La prossima volta il tuo avversario comincia a parlare a se stesso in questo modo, ti sta comunicando che non ha fiducia nelle sue capacità. Non fate la stessa cosa, n on date al vostro avversario la possibilità di leggere e approfittare delle vostre emozioni. La prossima volta che sbagliate qualcosa non pensate di aver sbagliato,  incoraggiate voi stessi dicendo che non era una grande opportunità. Agli avversari non piace vedere un giocatore che li guarda fiducioso e sicuro di sé per l’intera partita, per tutta la gara. Li innervosisce, è fonte di preoccupazione per loro. Prova questo approccio e sarai stupito dai risultati.

f) Seleziona i colpi/tiri/giocate. Molti giocatori non credono che l’abilità mentale di selezionare e scegliere le giocate da attuare o i tiri da effettuare, i pugni da sferrare, etc. (in base allo sport che praticate) possa essere praticata. Dal momento che la mente dice al corpo dove colpire l’avversario, quale tiro effettuare, quale giocata attuare, è fondamentale per un giocatore controllare e testare questi colpi/tiri/giocate prima della partita o della gara. Il giocatore può scegliere un colpo piuttosto che un altro e tuttavia il suo corpo può non eseguire correttamente il colpo selezionato. Per esempio, quando un giocatore di tennis decide di colpire la pallina con un rovescio e non gli riesce oppure quando un giocatore di calcio decide di fare un pallonetto piuttosto che un tiro ad effetto e non funziona o quando un pugile decide di sferrare un gancio piuttosto che un montante sbagliando o ancora quando un motociclista decide di effettuare un sorpasso nel momento sbagliato. Questi sono esempi di colpi mancati che possono essere evitati con un corretto allenamento mentale.

g) Strategia. Anche la strategia che si sceglie di adottare in campo, sul ring o sul circuito o in pista o nella vasca è un processo mentale. Ancora una volta, un giocatore non può sempre eseguire il tiro di una particolare strategia scelta, ma può far scoprire l’avversario,  scegliere come giocare contro un particolare avversario, stabilire il suo piano di gioco.

h) Momenti decisivi. Ci sono alcuni punti in una partita che permettono di capire se un giocatore sta andando incontro a una vittoria o una sconfitta. Bisogna scegliere cosa fare in quei momenti. A volte stai per vincere una gara o una partita e non prendi una decisione importante in un momento chiave della partita e finisci con il perdere quella partita o gara. Un giocatore può scegliere il tipo di colpo/tiro da effettuare quando serve, quando realmente conta in una gara/partita? La decisione che prendi in quei momenti può instradarti verso una vittoria o una sconfitta. Resisti alla tentazione di procrastinare o di rinviare il prendere una decisione in questi mo0menti chiave di una partita o gara. I campioni prendono sempre delle decisioni nei momenti chiave di una partita o gara e se ne assumono le responsabilità.

i) Focus, focus,focus. Quante volte lo hai detto ai tuoi giocatori? Alcuni giocatori hanno delle difficoltà a mantenere la concentrazione per tutta la gara/partita. Puoi suggerire ai tuoi giocatori di concentrarsi soltanto quando la palla è in gioco, così non si sentiranno sopraffatti dal doversi concentrare per l’intera partita/gara. L’esempio che segue è spinge gli atleti a prendere in considerazione un procedimento diverso per concentrarsi, che sembra più facile. Se, ad esempio, prendiamo una partita di tennis, possiamo notare che il tempo effettivo di gioco è di 20-25 minuti al massimo. Il resto del tempo viene occupato dal raccogliere le palline e bere acqua. La maggior parte dei tennisti può concentrarsi per 20-25 minuti. Una partita di calcio dura effettivamente circa 55 minuti, quindi ogni minuto e 20 secondi vi è in media un minuto di pausa effettuando corsa lenta o camminando in cui si può staccare la concentrazione per poi riprenderla. È più semplice essere concentrati per 55 minuti effettivi di gioco o per 90’?

Essere un buon partner nei confronti di voi stessi significa prestare attenzione al tuo dialogo interno, e incoraggiarti. Essere un buon partner nei confronti del tuo allenatore significa aiutarlo a tirare fuori il meglio da te. Essere un buon partner nei confronti della tua squadra significa non criticarli quando sbagliano, ma piuttosto incoraggiarli. Allena la tua mente ad essere per te un buon partner.

A presto.

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