lamentarsi uccide il tuo cervello

luglio 11, 2017

“Le lamentele sono il rifugio di coloro che non hanno fiducia in se stessi.”

  Wayne Dye

Perché le persone si lamentano? Ad ognuno di noi sarà capitato qualche volta di “sfogarsi”. Infatti, esternando le nostre emozioni spesso pensiamo ci faccia “stare meglio”. Ma la scienza afferma l’esatto contrario. Secondo i ricercatori il cervello umano è influenzabile sia in maniera positiva che negativa ecco perché dopo aver ascoltato una persona lamentosa ci sentiamo stanchi, innervositi e depressi. I Neuroscienziati hanno dimostrato che ascoltare negatività e lamentele anche solo per 30 minuti può danneggiare i neuroni dell’ippocampo, la parte del cervello responsabile del problem solving. Solo 30 minuti di piagnistei quotidiani per impegnare tale parte del cervello distogliendola da altri compiti più importanti e limitando, nel tempo, la nostra capacità di pensiero. Lamentarsi ripetutamente produce effetti negativi non solo su coloro che lo fanno ma anche su chi è disposto ad ascoltare. Le persone che si lamentano continuamente non cercano una soluzione, ma vogliono solamente che ci si lamenti insieme a loro, che ci si indigni per lo stesso motivo. Quindi bisogna difendersi da questo atteggiamento altrimenti si finisce per diventare l’obiettivo stesso di queste negatività. In ambito psicologico le persone che si lamentano possono essere riunite sotto la categoria “rimuginio”, ovvero la tendenza a rimuginare. Il rimuginio è un pensiero negativo ricorrente, il soggetto che lo prova si chiude in questo stato d’animo e vede soltanto aspetti e momenti negativi nella propria vita, dall’area affettiva, a quella lavorativa, sociale e di salute. Il rimuginio è un sintomo, un aspetto di personalità e di comportamento che può avere tra le cause soprattutto i disturbi d’ansia e la depressione Alla base c’è uno stato d’insoddisfazione e d’insicurezza nella propria vita. In questa condizione il soggetto vive un fallimento, non vede alcun aspetto positivo e così continua a lamentarsi. Può anche esserci un sentimento di gelosia o invidia verso persone vicine, come ad esempio i colleghi di lavoro, che sono percepite come maggiormente realizzate rispetto a se stesso. Altre cause possono essere psicopatologie che sfociano in questo comportamento e pensiero bizzarro e irrazionale che non corrisponde ai fatti reali. Una terza causa che spinge a lamentarsi continuamente è portata dalla ricerca di attenzione. Questo è tipico degli adolescenti e anche degli anziani. Di fondo la persona lamentosa ha una bassa autostima, insicurezza e senso di incapacità e di sfiducia nelle proprie capacità. Steven Parton, autore e studioso della natura umana, ha definito precisamente in che modo l’atteggiamento lamentoso può ripercuotersi in maniera negativa sul nostro cervello negativamente, ma può letteralmente ucciderci. Ecco quali sono le tre conseguenze che causano danni al tuo cervello secondo Parton:

1. “Le sinapsi che si accendono insieme si legano insieme”

Questa è una delle prime lezioni che gli studenti di neuroscienze imparano, secondo Parton. “In tutto il cervello vi è un gruppo di sinapsi, separate tra loro da uno spazio vuoto chiamato spazio sinaptico. Ogni volta che avete un pensiero, una sinapsi spara una sostanza chimica attraverso una fessura ad un’altra sinapsi, creando così un ponte che un segnale elettrico può attraversare, portando con la sua carica le informazioni rilevanti a cui stai pensando in quel momento”. “Ed ecco il colpo di scena”. “Ogni volta che questa carica elettrica viene attivata le sinapsi crescono più vicine al fine di diminuire la distanza che la carica elettrica deve attraversare. Il cervello ricicla i propri circuiti, cambia fisicamente se stesso, per rendere più facile e probabile che le sinapsi condividano i legami chimici e quindi si associno. In sostanza, per rendere più semplice l’innescamento dei pensieri.” Quindi cerchiamo di approfondire, quando hai un pensiero la prima volta, in seguito per te sarà più semplice averlo nuovamente anche altre volte. Questa ovviamente non è una buona notizia per una persona perennemente cupa (anche se, questo può funzionare al contrario anche per le persone positive, contribuendo quindi ad aumentare ulteriormente la loro positività). Non solo avere pensieri negativi contribuisce ad innescare pensieri ancora più negativi, ma rende anche più probabile che i pensieri negativi si presentino a voi in modo casuale mentre camminate per strada. (un altro modo per spiegare questo concetto è che avere pensieri negativi ti porterà pian piano ad avere una personalità negativa). Parton, prosegue spiegando come le sinapsi più vicine a queste si traducano spesso in una visione generale pessimistica: “attraverso la ripetizione del pensiero facciamo avvicinare le due sinapsi che rappresentano le inclinazioni negative, e quando si presenta il momento di dar vita ad un pensiero, il pensiero che vince è quello che ha meno distanza da percorrere, quello che creerà un ponte tra le sinapsi più velocemente”. Il pessimismo correrà quindi più veloce della positività, e vincerà.

2. Sei come le persone con cui passi il tuo tempo

Avere costanti pensieri negativi non è la sola causa di un atteggiamento negativo. Uscire con persone negative produce infatti lo stesso effetto dell’avere spesso pensieri negativi, perché? “Quando vediamo qualcuno esprimere un’emozione (che si tratti di rabbia, tristezza, felicità, ecc), il nostro cervello automaticamente prova ad immedesimarsi e immaginare l’emozione che quella data persona sta esternando. E lo fa tentando di sparare le stesse sinapsi in modo da potersi relazionare direttamente con l’emozione che si sta osservando. Questa è fondamentalmente l’empatia. E’ il motivo per cui ci immedesimiamo nella folla, ovvero per esempio lo stesso per cui ai festival di musica ci muoviamo a ritmo tutti insieme.”La lezione da imparare è questa: se vuoi rafforzare la tua positività ed indebolire il pessimismo, “circondati di persone felici che facciano rigenerare le sinapsi del tuo cervello verso sentimenti positivi come l’amore.”

3. Lo stress è terribile anche per il tuo corpo

Tutti i punti precedenti sembrano un buon motivo per stare lontano dalla negatività e proteggere la tua salute mentale, ma Parton ci fa ancora notare che smettere di lamentarsi è essenziale anche per la nostra salute fisica. “Quando il cervello accende queste sinapsi di rabbia, stai indebolendo anche il tuo sistema immunitario; stai facendo alzare la pressione sanguigna, aumentando il rischio di malattie cardiache, obesità e diabete, ed una lista di altri disturbi negativi”. Il colpevole è il cortisolo, l’ormone dello stress. Quando si pensa in modo negativo lo si rilascia in grandi quantità provocando “interferenze con l’apprendimento e la memoria, una risposta immunitaria più bassa e una minor densità ossea, un aumento della pressione sanguigna, del peso corporeo, del colesterolo, della possibilità di contrarre malattie cardiache, e la lista continua”. Per concludere: ragionare su un problema, significa prendere coscienza delle variabili da cui è formato per programmare un’azione risolutiva. In questo caso, il cervello organizza nuove connessioni neurali frutto del problem solving attivo, e nel migliore dei casi alla fine approda a una soluzione che una volta imparata può essere ripescata per risolvere altri problemi simili. In poche parole apprende e diventa più elastico.

A presto.

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