l’attaccamento insicuro

febbraio 20, 2018

I Bambini imparano ciò che vivono.

(di Doretj Law Nolte)

Se il bambino vive nella critica, impara a condannare.

Se vive nell’ostilità, impara ad aggredire.

Se vive nell’ironia, impara la timidezza.

Se vive nella vergogna, impara a sentirsi colpevole.

Se vive nella tolleranza, impara ad essere paziente.

Se vive nell’incoraggiamento, impara la fiducia.

Se vive nella lealtà, impara la giustizia.

Se vive nella disponibilità, impara ad avere fede.

Se vive nell’approvazione, impara ad accettarsi.

Se vive nell’accettazione e nell’amicizia impara a trovare l’amore nel mondo.

I genitori nell’immaginario rappresentano un concetto ideale pieno di significati, costituiscono la fonte di protezione, rassicurazione, accoglienza, dolcezza e amore incondizionato. Questi bisogni, sono imprescindibili per un bambino, il cui appagamento è indispensabile per un sano sviluppo evolutivo,  la mancanza o l’inadeguatezza del nutrimento emotivo e affettivo provoca notevoli danni alla stima di sé, responsabili in età adulta del disagio nella vita relazionale. L’attaccamento è una motivazione intrinseca nell’essere umano, che ricerca protezione. Non è una motivazione subordinata ai bisogni alimentari o fisici, poiché l’attaccamento stesso è considerato un bisogno primario.

Ma cos’è esattamente l’attaccamento? E’ un legame del bambino con una particolare figura di riferimento, di solito la madre, che fornisce protezione e accudimento e che si pone come base sicura dalla quale  può esplorare il mondo. La caratteristica più importante del genere umano è la capacità di formare e mantenere relazioni. Queste relazioni sono assolutamente necessarie a ciascuno di noi per sopravvivere, imparare, lavorare, amare e procreare. Le relazioni umane assumono molte forme, ma le più intense,  sono quelle con la famiglia, gli amici, le persone care. Entro questa cerchia di relazioni intime siamo legati l’uno all’altro con un “collante emotivo”. La capacità biologica di legarsi affettivamente e di sviluppare attaccamenti è sicuramente determinata geneticamente. L’istinto di sopravvivenza è fondamentale in tutte le specie. I neonati sono indifesi e devono dipendere da un adulto che li accudisca per sopravvivere. E’ nell’ambito di questa dipendenza primaria e della risposta materna a questa dipendenza che si sviluppa la relazione. Una madre emotivamente e fisicamente sana si sentirà attratta dal suo bambino, proverà un intenso desiderio fisico di annusarlo, coccolarlo, cullarlo, fargli le moine e guardarlo. A sua volta il bambino risponderà stringendosi a lei, balbettando, sorridendo, aggrappandosi, o attraverso la suzione. Nella maggior parte dei casi, i comportamenti materni danno piacere, rilassamento e nutrimento emotivo al bambino e i comportamenti del bambino danno piacere e soddisfazione alla madre. E’ in questo reciproco e ciclico feed-back positivo, in questa danza madre-figlio, che si sviluppa l’attaccamento.  Una grave trascuratezza emozionale nella prima infanzia può avere un impatto devastante sui bambini. Un bambino privato di contatto fisico, di stimoli e di cure può letteralmente perdere la capacità di dar corso a relazioni significative per il resto della sua vita. I bambini con attaccamento insicuro hanno sperimentato più volte la difficoltà ad accedere alla figura di attaccamento e hanno imparato progressivamente a farne a meno, concentrandosi sul mondo inanimato piuttosto che sulle persone. I problemi che ne derivano sono molteplici, possono variare da un lieve disagio interpersonale a profondi problemi sociali ed emotivi. In generale, la gravità dei problemi è in relazione a quanto presto nella vita si è manifestata, a quanto prolungata e grave è stata la trascuratezza emotiva. Questo non significa che i bambini con queste esperienze non abbiano alcuna speranza di sviluppare normali relazioni, ma potrebbero essere necessari molti anni di duro lavoro per riparare i danni causati da pochi mesi/anni di trascuratezza durante la prima infanzia. L’effetto più comune dei  bambini trascurati dai loro genitori, è la difficoltà di sviluppare un’intimità emozionale, possono assumere comportamenti auto-consolatori, ritardi nello sviluppo, problemi alimentari, fino all’aggressività. La maggioranza dei problemi di attaccamento sono dovuti probabilmente all’ignoranza genitoriale, molti non sono stati educati a riconoscere la natura critica delle esperienze dei primi tre anni di vita. Con più educazione pubblica e supporto sociale in queste aree, la situazione potrebbe sicuramente migliorare.  I bambini con problemi di attaccamento, anche da adulti, sono estremamente sensibili ai cambiamenti, alle sorprese, alle situazioni sociali caotiche e, in generale, a ogni situazione nuova. Si sentono sopraffatti nelle situazioni sociali affollate ed eccezionali, anche se piacevoli. Feste di compleanno, dormire fuori casa, vacanze, viaggi con la famiglia, l’inizio o la fine dell’anno scolastico. Solo quando si sentiranno protetti e sicuri riusciranno a trarre beneficio dal nutrimento emozionale e dalle esperienze sociali vissute. Se invece sono in ansia e spaventati, non saranno in grado di trarre lo stesso giovamento da nessuna cura o attenzione. Il ricorso a professionisti con esperienza nei problemi di attaccamento,  possono essere molto utili.  Ricordate, quanto più l’intervento sarà tempestivo migliori saranno i risultati. I bambini sono malleabili da piccoli, quando crescono i cambiamenti sono più impegnativi.

Non hai avuto modo di scegliere i genitori che ti sei trovato, ma hai modo di poter scegliere quale genitore potrai essere.
(Marian Wright Edelman)

A presto

 

 

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