le etichette: i giudizi che si appiccicano addosso

febbraio 13, 2018

Nella comunicazione con i bambini, ci sono parole e frasi, che anche se legate a un momento di esasperazione, andrebbero evitate. Si tratta di espressioni forti, che rischiano di condizionare la loro crescita, specialmente se ripetute assiduamente. Il problema di queste frasi sta nel fatto che esprimono un giudizio sulla persona e sulla sua identità, piuttosto che ai suoi comportamenti, e quello che dovrebbe essere solo un rimprovero, si trasforma nel modo in cui egli rappresenta se stesso. “Sei un buono a nulla”, “sei una persona inaffidabile”, “sei un bugiardo” ecc, sono giudizi che si appiccicano addosso, ecco il motivo per cui vengono definite “etichette”. Facciamo un  esempio: Se tua figlia correndo per strada,  cade e si procura qualche ferita, il primo istinto è quello di  rimproverarla per evitare che ripeta lo stesso errore, ma in preda alla paura, ti lasci scappare una frase di troppo: Sei stupida? Ti ho detto mille volte di non correre per strada! Con questa frase hai emesso una vera e propria sentenza sulla tua bambina e sull’immagine di sé che la piccola si sta costruendo. Una buona alternativa sarebbe stata: Hai fatto una stoltezza correndo per strada. È pericoloso, potevi farti molto male. Hai notato la differenza? Nel primo caso, hai detto Sei stupida, riferendoti all’identità di tua figlia, mentre nel secondo, usando la frase Hai fatto una stoltezza, ti sei riferito a una specifica azione della bambina. Abituati a pensare che dietro le azioni di tuo figlio, ci siano sempre intenzioni positive, sforzati di chiederti, cosa tuo figlio volesse ottenere con quel comportamento, solo così imboccherai la strada giusta per indirizzarlo verso modi più appropriati per soddisfare il suo obiettivo. Questo tipo di rimproveri sono dannosi perché vanno ad intaccare l’identità del bambino nel suo insieme. La teoria che sta alla base delle etichette negative, è il cosiddetto concetto di sé. Ovvero l’insieme delle idee che ogni individuo ha su sé stesso, riguardo alle sue qualità fisiche e mentali e alle sue caratteristiche emotive e comportamentali. Il concetto di sé è un aspetto fondamentale nella vita di ogni persona perché funziona come un modello attraverso cui si strutturano le esperienze del mondo circostante. Vista l’età dello sviluppo che caratterizza i bambini e considerando il forte impatto che questo tipo di linguaggio può avere sulla costruzione dell’identità negli adolescenti, ti consiglio di evitare il più possibile le etichette negative, che esprimano un giudizio sulla sua identità.  L’unica cosa che questi giudizi provocano è creare limiti nelle persone. E’  ciò che ha fatto che è sbagliato, lui come persona va bene. Etichettare tuo figlio ti impedisce di cogliere tutto il suo valore come persona, e le sue molteplici potenzialità che, tra l’altro, proprio perché si tratta di un bambino, avranno tutto il tempo e il modo di essere stimolate e sviluppate. Ricorda: ci trasformiamo in quel che crediamo di essere, e che per comunicare con i bambini, ma anche con i grandi, esiste un ingrediente segreto, si chiama ” pazienza”.

A presto

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