l’effetto alone

marzo 17, 2017

L’effetto Alone è il fenomeno per cui la valutazione di una singola caratteristica di qualcuno o qualcosa si estende alla valutazione globale della persona o dell’oggetto.

Quante volte ci siamo detti, a proposito di un personaggio famoso o di una persona che ci attrae, ma che conosciamo poco:  “E’ molto bello, ma non solo… E’ anche intelligente , simpatico, amichevole”. Se una persona è molto bella ed attraente, tendiamo ad attribuirle tutta una serie di caratteristiche positive senza verificare se le possiede o meno, la vediamo intelligente, sensuale, graziosa. Se invece, qualcuno ci sembra brutto, possiamo pensare che sia una persona noiosa e poco socievole. L’effetto alone si manifesta anche quando veniamo a conoscenza del lavoro o della professione di qualcuno, catalogandolo a seconda che sia un medico, un falegname o un addetto alla reception. Ma, stiamo valutando in modo corretto? La nostra percezione dei fatti è accurata? Spesso si tratta di un errore di giudizio: l’effetto alone è un meccanismo psicologico cognitivo. Una sorta di pregiudizio che porta a un errore di valutazione.  L’effetto alone confonde la nostra capacità di giudizio e ci porta a non valutare con accuratezza le persone e le situazioni. Nisbett e Willson noti psicologi sociali, negli anni 70 dimostrarono che questo meccanismo incide fortemente sui giudizi che ci formuliamo nella mente e che poi esprimiamo. Condussero un esperimento sull’effetto alone su due gruppi di studenti (118 in totale) dell’Università del Michigan. Ad ogni gruppo fu mostrato un video di un professore in classe. I video si distinguevano per il modo di comportarsi del professore.  In uno era cordiale e affabile, nell’altro appariva severo e autoritario. Un video quindi, mostrava le qualità positive del professore, l’altro video evidenziava le caratteristiche negative. In seguito, agli studenti venne chiesto di descrivere l’aspetto fisico del professore ed è questa la parte più curiosa dell’esperimento.Gli studenti che avevano visto il lato “positivo” del professore, l’hanno descritto come una persona simpatica ed attraente, mentre quelli che avevano visto le caratteristiche “negative” del professore, l’hanno descritto con aggettivi poco lusinghieri. In realtà è un meccanismo inconscio che scatta in automatico e in modo inconsapevole. Riguarda tutti noi nel quotidiano e agisce nella nostra mente, senza che ce ne rendiamo conto. E’ la prima impressione. Nasce esclusivamente dalle sensazioni che proviamo o che trasmettiamo nei primi secondi. Questo effetto è un affascinante fenomeno della psicologia della percezione, è un bias cognitivo, attraverso cui distorciamo la realtà. Ossia, la percezione complessiva di una persona o di un oggetto è influenzata da uno o più tratti dello stesso. In particolar modo, la bellezza è il principale fattore dell’effetto alone. Infatti siamo propensi a dare giudizi più positivi verso quelle persone che sono considerate attraenti. Ecco perché l’effetto alone interferisce con il nostro processo di valutazione della realtà, portandoci a commettere degli errori di giudizio. Nel 1920 lo psicologo Edward L. Thorndike coniò l’espressione “effetto alone”, a seguito di alcune ricerche che coinvolgevano l’esercito. Lo studioso aveva osservato infatti, che gli ufficiali dell’esercito attribuivano caratteristiche positive ai loro superiori dopo che ne avevano scoperto una qualità positiva; oppure al contrario, attribuivano caratteristiche negative quando scoprivano una qualità negativa.Trasferiamo una caratteristica positiva che ci affascina su tutto il resto. L’effetto alone, può, tuttavia, operare anche come un pregiudizio negativo. Infatti, così come partendo da una caratteristica positiva di una persona la generalizziamo a tutti gli altri tratti, vedendoli tutti positivi, allo stesso modo partendo da una caratteristica negativa siamo portati a ritenere tutto il resto negativo. Come l’effetto alone ci influenza tutti i giorni? L’effetto alone è molto sfruttato, in modo abile soprattutto nell’ambito del marketing. Si ricorre molto a questa tecnica per migliorare l’immagine di un prodotto e posizionare un brand sul mercato. Per esempio, i prodotti pubblicizzati da un gradevole e famoso testimonial, sono venduti maggiormente, grazie all’effetto alone, proprio perché le caratteristiche positive del personaggio famoso sono trasferite sull’oggetto. L’effetto alone viene sfruttato anche dall’industria automobilistica, dove le case produttrici, spesso lanciano un veicolo alone per promuovere le vendite dei prodotti di un’intera marca. Un altro ambito dove viene impiegato l’effetto alone è nella moda. Infatti, se un capo è firmato da un grande stilista, per l’effetto alone, le caratteristiche dello stilista vengono trasferite sul capo stesso. I biasis cognitivi sono dei fastidiosi difetti del nostro modo di pensare, che ci impediscono di essere razionali. Attraverso i biasis cognitivi possiamo prendere decisioni discutibili e giungere a conclusioni errate. Dobbiamo sapere che il nostro cervello è il più potente di qualsiasi computer oggi esistente ed è in grado di eseguire 10^16, ossia 10 alla sedicesima processi al secondo. Tuttavia, ha delle limitazioni ed è soggetto a degli errori o biasis cognitivi, che sono delle distorsioni conoscitive, degli errori di ragionamento, che portano a valutare senza oggettività. In conclusione l’effetto alone è una trappola della percezione. Insomma, le nostre scelte nascono dall’interazione fra sistemi cognitivi di diversa natura. Non sempre ci affidiamo al sistema cognitivo che ci fa riflettere consapevolmente. Spesso a fare da padrone è un altro sistema di pensiero: quello impulsivo e inconsapevole. Proprio così! Ogni volta che esprimiamo un giudizio o prendiamo delle decisioni, anche quando ci sforziamo di essere il più razionali possibile, siamo soggetti a una serie di meccanismi mentali viziati , che in maniera più o meno importante influenzano il contenuto delle nostre decisioni. Questo riguarda tutti, in qualsiasi contesto di vita.Che possibilità ci sono per arrestare queste distorsioni del pensiero? Siamo esseri umani e per questo imperfetti. La nostra mente e la nostra percezione ci influenzano costantemente. Per cui saremo sempre esposti a queste trappole, proprio perché agiscono fuori dalla nostra consapevolezza. Possiamo, però, cercare di analizzare meglio le situazioni e con più lucidità, prima di prendere una decisione o esprimere un giudizio.

A presto.

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