per dire no ci vuole un no!

gennaio 3, 2017

Mi sono proprio pentito, gli avrei dovuto dire di no”.

Ti è mai capitato di ripeterti questa frase?Ti è mai capitato di aver accettato un invito o un compito, magari per non deludere un tuo caro amico o per assecondare il tuo datore di lavoro, quando in realtà avresti voluto fare tutt’altro? Dire “no”, anche in caso di necessità, spesso ci fa sentire a disagio o addirittura in colpa per esserci sottratti a qualche richiesta d’aiuto. Dire sempre “sì” al capo, al partner, agli amici o ai familiari di turno sembra essere alla base di una buona educazione, ma in alcune circostanze può rivelarsi una prassi controproducente, che rischia di farci perdere di vista i nostri bisogni/desideri, mascherando così una forte infelicità. Perché non sei in grado di dire “No, non mi va”, “No, non posso”, “No, non riesco” e pur di affrontare questa difficoltà ti limiti a pronunciare uno stitico “sì”? Com’è possibile che un banale monosillabo possa provocare delle complicazioni? Se ti succede, tranquillo! Non sei il solo, perché dire di no, tanto quanto dire di sì nei momenti giusti non è cosa semplice quanto potrebbe sembrare.  E’ la voglia costante di compiacere gli altri o sé stessi a non consentire l’utilizzo di quello che  William Ury chiama il no positivo. L’Antropologo americano, negli ultimi 30 anni, ha lavorato come mediatore per la risoluzione di conflitti a carattere mondiale, dedicandosi inoltre alla carriera di scrittore. Il suo libro “Il no positivo. L’arte di condurre qualsiasi trattativa senza rinunciare ai propri obiettivi” ha venduto otto milioni di copie ed è stato tradotto in ben trenta lingue diverse. Al suo interno si trova il segreto per dire di no quando serve, gratificando sé stessi, ma anche gli altri. Il segreto del no positivo è proprio  il rispetto per sé stessi e per gli altri. Un no positivo inizia con un sì e si conclude con un sì eppure aiuta ad esprimere i tuoi interessi, il tuo potere e aiuta ad instaurare un nuovo rapporto. Non è un semplice no negativo, che comincia con un no e si conclude con un no: William Ury lo ha definito un matrimonio fra due parole fondamentali del nostro linguaggio, il sì ed il no. Separato l’uno dall’altro, sì è totale accondiscendenza e no è dichiarazione di guerra, l’uno distrugge la propria soddisfazione personale, l’altro mina la possibilità di interagire con gli altri. E’ ovvio dunque che abbiamo bisogno di entrambi ed è fondamentale scoprire come farli convivere pacificamente. Prima di passare alle fasi operative è necessario aver chiari in testa i propri valori, bisogni e desideri, cioè sapere cosa si è disposti a fare e cosa no.Ti senti troppo buono e sei sempre pronto a metterti in secondo piano pur di rendere felici gli altri? Forse stai sbagliando atteggiamento, perché la bontà non deve mai eclissare le tue esigenze personali. Riconosci il fatto che non puoi fare tutto per tutti. Se mostri disponibilità incondizionata di fronte a qualsiasi proposta che ti viene avanzata, cadrai per sempre vittima di questa trappola e non avrai più spazi per te. Niente più tempo libero, niente hobby dopo il lavoro. Ti sembra normale? Come evitare quindi una simile situazione? Dicendo un bel “no”, per esempio! Non sentirti in colpa e ripeti a te stesso che stai agendo in nome del tuo benessere psico-fisico, il dono più prezioso che ci ha offerto la vita. Non sei affatto egoista e la verità è che non puoi accontentare tutti indistintamente. Il no è una parola dura; l’abbiamo già detto, può essere letto come una dichiarazione di guerra, e ha la capacità di rompere rapporti preziosi. Per esempio: se il tuo capo ti chiedesse di lavorare anche durante il fine settimana, un no secco avrebbe la valenza di far chiudere l’interlocutore: se il tuo obiettivo è quello di stare con la tua famiglia o con la tua compagna durante il fine settimana potresti usare un no positivo. “Mi impegnerò per far fronte a questo carico di lavoro (il tuo si), anziché fermarmi durante il week-end (il tuo no), svolgerò il lavoro durante la settimana, magari trattenendomi qualche ora di più in ufficio (la chiusura con il si)” suonerà meglio e il tuo no positivo avrà il valore d’aprire il dialogo e ti consentirà di non rinunciare alla tua integrità interiore.Iniziare a dire di no non è semplice e inizialmente può costare grande fatica. Ma l’uso corretto del no positivo è in grado di salvaguardare la qualità dei tuoi rapporti con gli altri, la qualità del tuo lavoro e della stima che hai per te stesso.Dire “no” non significa essere cattivi o maleducati, dire “no” non significa pensare soltanto a se stessi. Rifiutare una proposta scomoda, per dedicarsi magari ad altre attività più costruttive, significa creare valore aggiunto per noi stessi e per chi ci sta attorno. Definisci i tuoi obiettivi.I tuoi obiettivi sono fondamentalmente “ciò che vuoi” e se non sono chiari per te è bene che  inizi a definirli altrimenti incappi in un inconveniente che si verifica spesso, che riassumo in questa frase:“Se non hai un obiettivo chiaro è facile che la tua energia venga usata per l’obiettivo di qualcun altro.” Se si conoscono nel profondo i propri desideri, sarà più semplice raggiungerli con i giusti sì e con i giusti no, ottenendo quel che per te è davvero importante. Mettere su carta i tuoi desideri, i tuoi sogni ed obiettivi per il futuro, è uno dei modi migliori far renderli ancora più nitidi e chiari.Conosci i tuoi valori. I tuoi valori sono invece i “perché lo vuoi”, ovvero sono le forze che ti guidano verso i tuoi obiettivi, in poche parole, sono ciò che è importante per te. Conoscerli e soprattutto sapere quali contano più di altri (per ognuno sono diversi), ti permetterà di definire la gerarchia dei tuoi valori personali e pertanto di fare scelte e dare risposte allineate con i tuoi “perché” interiori e mantenerti integro nei confronti dei tuoi valori.Un paio di domande che è importante porre a sé stessi sono: Questa scelta mi avvicina o mi allontana dal mio obiettivo? e soprattutto: Questa scelta mi avvicina o mi allontana dal tipo di persona che desidero essere? Come potrai notare queste domande portano la tua attenzione sulle conseguenze a lungo termine, su ciò che è giusto per te e non su ciò che è conveniente a breve termine. Personalmente penso che molti problemi nascono dal conseguimento del piacere a breve termine senza tenere in considerazione delle conseguenze a lungo termine. Imparare a dire no è come imparare qualsiasi cosa: all’inizio può sembrare un’impresa impossibile, ma col tempo si può imparare a farlo con estrema serenità e convinzione, e ci si accorgerà di stare meglio e di affrontare meglio le situazioni che la vita ci mette davanti. Come imparare a dire di no? E soprattutto come farlo senza sembrare scortesi? Ecco alcuni consigli.In generale è bene imparare a dire di no quando ciò che ci viene richiesto esula dalle nostre capacità, responsabilità e possibilità. Ovviamente non è consigliabile rifiutarsi di fare qualcosa cui siamo chiamati a far fronte, come ad esempio una mansione, un compito che ci aspetta o una responsabilità, ma per tutto il resto, è bene lavorare su se stessi fino ad imparare a dire quel no che ci può salvare da stress e situazioni spiacevoli, imparando allo stesso tempo come tutto ciò possa avvenire senza apparire scortesi. Quello che davvero può fare la differenza e salvarci la faccia quando rispondiamo con un no, è il modo in cui lo facciamo. È fondamentale rifiutare con fermezza e gentilezza allo stesso tempo, magari corredando la risposta con una solida motivazione o anche rimanendo vaghi, lasciando intendere che semplicemente non ce la sentiamo. Ognuno ha la proprie priorità, le proprie esigenze, i propri bisogni. Dire di no è una prerogativa per imparare a vivere secondo la propria inclinazione, senza piegarsi a logiche sociali che spesso sfociano nell’approfittarsi di soggetti più deboli e più inclini a dire sempre di si. Se imparate a dire di no a richieste che non soddisfano le vostre esigenze, presto vi accorgerete di quanto sia facile farlo. Avrete più tempo per voi stessi, per il vostro lavoro e per le cose che sono più importanti per voi. In realtà, le paure di dire di no sono solo nella nostra mente. Ascoltate la richiesta che vi viene fatta senza interrompere l’interlocutore. Dopodiché dite il vostro “no” in maniera serena e pacata, senza alterare il tono di voce. Dimostrate interesse e partecipazione verso la situazione che vi viene proposta e poi, con fermezza, esponete il vostro rifiuto, motivandolo o meno a seconda dei casi. Dite di no in maniera decisa, ma con un rassicurante sorriso sulle labbra. Il rifiuto verrà recepito e assimilato più facilmente e allo stesso tempo chi lo riceve capirà che non siete intenzionati a cambiare idea. Se il rifiuto sconvolge qualcuno, mantenete la calma e, se possibile, trovate un modo per togliervi da quella situazione. Se non riuscite a farlo, al limite provate a cambiare argomento o a spostare l’attenzione su qualcos’altro. Non mentite quando state spiegando il perché del vostro rifiuto, perché con ottime probabilità la bugia verrebbe percepita e non farebbe altro che aggravare la situazione. Un valido motivo per imparare a dire di no? Si chiama stress.  A lungo termine questo comportamento ci espone a troppa pressione e di conseguenza ad una dose troppo alta di stress quotidiano. Quindi: impara a dire di no ma sempre con rispetto.

Un ‘no’ detto con la più grande convinzione è migliore e ha più valore di un ‘sì’ pronunciato solamente per compiacere, o, cosa peggiore, per evitare dei problemi.
(Mahatma Gandhi)

A presto.

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