punti di vista

febbraio 5, 2018

Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.
(Lao Tzu)

Ho sempre apprezzato e ringraziato, chi mi ha messo nelle condizioni di dare il meglio di me stessa, e di cambiare prospettiva, ed è per questo che considero la vita un continuo apprendimento. Da docente vi dico quanto sia fondamentale possedere la capacità di interagire con gli allievi rispettando la loro  singolarità. E’ importante cogliere le differenze individuali dei partecipanti per adeguare il comportamento educativo ad ognuno. Le dinamiche cognitive e relazionali di ogni persona mutano nel tempo, adattiamo alle nostre percezioni una chiave di lettura personale in funzione del bagaglio di cui disponiamo. La capacità percettiva quando non è alimentata si calcifica, atrofizza la nostra visuale, specie se non ne conosciamo altre, essa  rimane ancorata alle esperienze pregresse, così da costringerci a mantenere una rigida posizione, facendone un punto di forza. Ma risulta improbabile che lo sia, un anello debole prima o poi si spezza. Guardare la realtà con occhi nuovi, diversi, ci ” costringe” a riempire degli spazi vuoti, e spesso per far spazio al nuovo, bisogna liberarsi delle cose vecchie. Funziona così anche con le convinzioni, possono invecchiare senza che ce ne accorgiamo, e sovente le teniamo più per nostalgia che per funzionalità. Sono la nostra comfort zone.  Quando si restaura un mobile antico, e da piccola collezionista ne so qualcosa, se non possiedi gli strumenti giusti, il rischio è che i tarli divorino tutto  pezzo pregiato. Occorre trovare le risorse per allargare l’orizzonte percettivo, che implica anche un cambiamento della nostra struttura mentale, non è un caso che si utilizzi la frase: ” apri la tua mente!”. La sostituzione di un abito mentale, è una grande sfida, ma anche una grande risorsa. Il cervello è plastico, ma non cambia idea da solo, lo fa attraverso un livello maggiore di consapevolezza che si acquisisce con un costante allenamento. Le nostre convinzioni, non riguardano la sfera oggettiva della realtà, ma sono di fatto dei pensieri “soggettivi”, interpretazioni che diamo a degli eventi, a delle parole, a ciò che ci accade. Le azioni che noi compiamo, sono diretta conseguenza di queste “inferenze”, frutto quindi delle convinzioni che abbiamo maturato. Grazie alla scelta di un punto di vista, si identifica una porzione di realtà piuttosto che un’altra, si accede ad alcune informazioni e non ad altre, ci si mette in una prospettiva e non in un’altra. E’ pur vero che non potremmo mai vedere i pesci neri e gli uccelli bianchi contemporaneamente, una delle due cose verrà esclusa, e l’altra messa in risalto. E’ inevitabile, quando ci si concentra su qualcosa, si esclude tutto il resto. La differenza la fa il tuo punto di vista interno. Le quantità d’informazioni che hai a disposizione vanno condivise. Fin quando te le coccoli nei pensieri loro sembrano perfette, ma un’idea non è mai tutta tua, è la sintesi di cose che hai visto, fatto, letto, ascoltato e rielaborato. Spesso filtriamo selettivamente ciò che desideriamo conservare e cancelliamo altre informazioni solo perché in qualche modo non corrispondono a quello che noi pensiamo di sapere, di credere, che deve rimanere immutabile. Proust diceva ”Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. Decidete di cambiare prospettiva e di vivere da attori e non da spettatori. Cercate di vedere le cose da angolazioni diverse e stupitevi di quello che potete scoprire nel noto.

“C’erano una volta sei uomini che non avevano mai visto un elefante dal vivo. Assetati di conoscenza, si erano messi in testa di scoprire com’era fatto l’elefante.

• Il primo, avvicinatosi alla bestiola, va a sbattere contro il suo fianco alquanto tosto: Dio mi benedica, ma l’elefante assomiglia di brutto a un muro!

• Il secondo, toccando una delle zanne, esclama stupito: Ma qui c’è una roba rotonda, liscia e appuntita, l’elefante è simile ad una lancia!

• Il terzo, prendendo (a stento) in mano la proboscide che si muove in continuazione: Ma che dite, questo è un serpente!

• Il quarto, allungando curioso la mano e tastando il ginocchio: Ma va, è abbastanza chiaro che questo è un albero!

• Il quinto, capitato per caso a contatto di un orecchio: Ma fatemi il piacere, questo stupendo elefante è praticamente un ventaglio!

• Il sesto, prendendo in mano la coda: non vedete che è una corda?
Fatto sta che, tutti erano convinti di aver ragione, iniziarono a litigare e probabilmente ognuno di loro aveva evidentemente ragione in piccola parte.

Ragione, rispetto al suo punto di vista!”

Ricorda: l’incertezza, è una delle certezze della vita.

A presto

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