sai perchè i dipendenti scappano dalle aziende?

agosto 24, 2017

Più della metà delle persone che lasciano il posto di lavoro lo fanno a causa del rapporto con il loro capo. Ci si trova spesso davanti a scarsa considerazione e pochi premi, anche di fronte a dipendenti migliori e più produttivi. Tutto ciò condito da una relazione con il capo assente e asettica. Di solito i dipendenti non necessitano di un amico, ma sicuramente cercano la comunicazione, la comprensione o comunque un minimo di relazione che non si interrompa soltanto davanti agli ordini. In poche parole un dipendente ha bisogno di riscontri, non sono sufficienti solo le parole, dal proprio manager. Il lavoro è già complesso e molto stressante, il dipendente deve sentirsi motivato, considerato e stimolato. Tutti questi errori inoltre non alimentano solo litigi o malumori, ma rischiano di togliere alla propria azienda dipendenti validi che fanno la differenza. È difficile lavorare per qualcuno più di otto ore al giorno quando non si è particolarmente coinvolti e quando non ci si sente apprezzati. Ricordate il detto: tutti siamo utili, ma nessuno indispensabile? Può essere vero, ma in parte. Perdere un lavoratore eccellente spesso costa, sia in termini economici che in termini di tempo. Trovare e formare un sostituto non è cosa semplice. Riuscire a tenersi stretti i propri migliori dipendenti inizia con la comprensione delle cause per le quali le persone abbandonano il proprio lavoro. I dipendenti sono la linfa vitale di un’azienda. I collaboratori di cui si circonda ogni rispettabile imprenditore, sono la più grande risorsa a sua disposizione, una risorsa, che aiuta la tua azienda a creare valore. Gli esseri umani hanno un innato bisogno di varietà. Tendono ad annoiarsi facilmente se fanno sempre le stesse cose per troppo tempo. Proprio per questo nessuno ha la minima voglia di ritrovarsi in un’azienda in cui dovrà fare ogni giorno sempre le stesse e identiche cose. Se questa prospettiva risulta essere spaventosa, diventa davvero terrificante per chi dovrà fare sempre e solo quelle azioni per un anno, e poi per cinque, poi per dieci. Proprio per questo se non esiste un piano di carriera, o una strutta aziendale che permette l’avanzamento professionale, i tuoi collaboratori prima o poi, sentiranno il bisogno di cambiare aria. Di seguito i principali motivi che portano un dipendente a licenziarsi: 

Mancanza di stimoli

I dipendenti migliori sono anche quelli più creativi, appassionati, innovativi, intrinsecamente motivati.È per questo che hanno bisogno di mettersi alla prova con compiti nuovi e stimolanti, che diano loro la possibilità di crescere sia a livello personale che professionale migliorandosi continuamente. L’abilità di un manager consiste nel saper valorizzare questa propensione, enfatizzando le capacità specifiche dei talenti migliori che l’azienda riesce a trovare. Attestati di stima e fiducia vengono presi come parole vuote se poi non segue, nei fatti, l’assegnazione di obiettivi sempre più importanti da raggiungere. Abbiamo già visto come troppo spesso i capi tendano a sovraccaricare i propri dipendenti affidando loro compiti e mansioni inutili che sono vere e proprie perdite di tempo e di energia. Questo demotiva i lavoratori più efficienti, diminuisce la loro possibilità di incidere in concreto sulle performance aziendali e comprime la loro creatività.

Carichi eccessivi di lavoro

Questo errore è un classico e si fonda su un equivoco difficile da superare: più ore di lavoro non significano performance migliori, al contrario. Costringere i propri dipendenti a sostenere orari di lavoro eccessivi non fa altro che diminuire la loro produttività aumentando frustrazioni e risentimenti che li spingerà a cercare un altro posto di lavoro più “umano” . Quando un dipendente funziona e lavora bene è normale puntare su di lui ma caricarlo eccessivamente può assumere i contorni di una paradossale “punizione” per la sua competenza sopra la media. I modi per evitare questo effetto collaterale sono due: cercare di non sovraccaricare i propri collaboratori migliori oppure promuoverli, facendo corrispondere a responsabilità maggiori una paga superiore. Certo, è innegabile che in un’azienda ci possano essere dei periodi di stress, in cui il lavoro da svolgere ha un picco. Ma questa deve essere un’eccezione e non la norma. Si lavora per vivere, e non il contrario.

I profitti  prima delle persone
Quando un’azienda da più valore ai risultati del conto economico che ai suoi dipendenti, le persone migliori se ne vanno altrove, lasciando dietro di sé coloro che sono troppo mediocri e apatici per trovare una posizione migliore. Il risultato è una cultura di sotto-performance, morale basso, e anche problemi disciplinari. Naturalmente le cose come il profitto, le uscite, accontentare gli stakeholder, la produttività sono importanti,  ma il successo dipende in ultima analisi dalle persone che fanno il loro lavoro.

Non riconoscere i meriti

La gratificazione sul posto di lavoro è la molla che fa scattare le motivazioni, e per un dipendente talentuoso ricevere feedback e attestati di stima è vitale per andare avanti con entusiasmo. Vedere concretamente riconosciuto il proprio operato, soprattutto per chi pensa a lavorare senza mettersi in mostra, assume una particolare importanza. L’incapacità di riconoscere i meriti dando per scontati risultati eccellenti, oppure la tendenza a concedere promozioni a chi non le merita, sono errori frequenti tra i manager che, così facendo, sfiduciano irrimediabilmente i talenti che potrebbero far progredire l’azienda. Di conseguenza, esasperati da una situazione che li mortifica, questi dipendenti meritevoli e produttivi cercano altrove quelle gratificazioni di cui hanno bisogno per sentirsi appagati e valorizzati.

 Eccesso di Gerarchia 

Una cosa è certa: ogni azienda ha bisogno di una struttura, ha bisogno di un leader. I dipendenti devono comprendere che la struttura di un’azienda ha una finalità organizzativa, una leadership. Se i migliori dipendenti sanno di dover produrre senza dare un contributo con le loro idee, se non sono autorizzati a prendere delle decisioni, se devono costantemente dipendere dagli altri sulla base del loro titolo piuttosto che della loro esperienza, non avranno molti motivi per essere felici.

Per sdrammatizzare ma anche per un utile riconoscimento,  se sai qual è il profilo del tuo capo, potresti imparare a prevenire le sue azioni e a vivere le dinamiche professionali in modo meno negativo.

A presto.

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