sindrome da rimandite? impara dai topi!

dicembre 16, 2016

Benvenuto in questo fantastico mondo super affollato!Lo faccio dopo, Lo faccio domani tanto c’è tempo. Tra le cattive abitudini, la procrastinazione è una delle peggiori. Procrastinare, significa rimandare a domani con lo scopo di temporeggiare, ma certe volte questo temporeggiare vuol dire addirittura non farlo mai. Spesso la procrastinazione è la conseguenza della mente che vaga nel futuro verso ciò che ancora deve avvenire. Questo può generare ansia e togliere energia nel presente. Stare nel “qui e ora” significa essere immersi e concentrati nell’azione presente. Questo impedisce o limita i voli pindarici della mente e ci fa apprezzare maggiormente ciò che stiamo facendo. Concentrati su ciò che stai facendo e assaporalo. Così darai un valore diverso al tempo che impieghi e a ciò che fai. Iniziamo dai motivi che ti spingono a procrastinare. Il primo passo sarà quello di identificare ciò che veramente si nasconde dietro le tue necessità, e cosa ti impedisce di raggiungere il tuo obiettivo. Chiediti quali sono le motivazioni ultime che ti spingono a voler fare una cosa oppure no. Certe volte dietro il procrastinare c’è una reale motivazione: l’obbligo di fare qualcosa che non vuoi veramente. Quindi chiediti: “qual è la motivazione profonda che mi spinge a non voler fare questo?”. Se questa motivazione è legata ad un valore profondo, una volta riconosciuto, sarà lui stesso a spingerti verso il tuo obiettivo. Se invece non c’è un valore profondo, chiediti come mai stai lottando contro te stesso per non perseguire quell’obiettivo. Ma perché rimandiamo? Le ragioni sono tante.

  • Perché non abbiamo voglia di fare in quel preciso istante
  • Perché siamo pigri
  • Perché tanto è una cosa poco importante e si può fare in qualsiasi altro momento
  • Perché non ci sentiamo “portati” (ciò significa che una cosa piccola può apparire nella nostra mente come una cosa insormontabile). E ancora:
  • Paura di fallire. Molti di noi continuano a rimandare i propri impegni perché hanno paura del fallimento. Paura dell’ignoto, abbiamo timore di ciò che non possiamo controllare, di ciò che è incerto, quindi continuiamo a rimandare decisioni con potenziali risvolti importanti per la nostra vita, per la paura del cambiamento. In fondo, è difficile perdere quando non giochiamo. Se sei un procrastinatore, passi le tue giornate a pianificare obiettivi, a sognare traguardi, o a parlare dei tuoi progetti. Queste azioni ti fanno sentire sicuro, nessuno è mai uscito sconfitto dai propri sogni, giusto? Eppure, procrastinare per paura di un probabile fallimento, ti garantisce un fallimento certo.
  • Sentirsi impotente. A volte continuiamo a rimandare i nostri impegni perché non sappiamo da dove iniziare: le cose da fare sono semplicemente troppe! passi le tue giornate a navigare senza meta su internet, a controllare il tuo profilo su Facebook, o a lobotomizzarti davanti a programmi televisivi trash. Queste azioni ti danno un benessere momentaneo; la frase che ti ripeti più frequentemente è: “ancora 5 minuti ed inizio”. Quei 5 minuti si trasformano magicamente in 4 ore, sono ormai le 7 di sera, ed ancora una volta non hai combinato  niente.
  • Obiettivi non chiari. Spesso, procrastiniamo perché non abbiamo realmente capito cosa dobbiamo fare: continuiamo a vagare in una sorta di limbo senza chiari riferimenti. Sei “disorientato”, passi ore a controllare la tua casella di posta, o a reagire alle urgenze. Queste azioni ti fanno sentire impegnato, ma sotto sotto hai l’impressione di essere come un motore che “gira a vuoto”,consumi benzina, ma non avanzi di un metro.

Per affrontare la procrastinazione dobbiamo per prima cosa comprendere quando e come inganniamo noi stessi. Identificare le auto-giustificazioni che utilizziamo e le reali motivazioni per cui ritardiamo un compito ci può essere d’aiuto per modificare il nostro comportamento e le nostre strategie di lavoro. In alcuni casi sarà utile intervenire non solo sul nostro modo di affrontare i problemi e i compiti ma anche su come gestiamo le nostre emozioni rispetto ad essi.  Una delle strategie più efficaci quando si tenta di battere la procrastinazione è quella di avere una lista giornaliera delle cose da fare, che consente di sapere in anticipo tutto il necessario da completare in un dato giorno. I vantaggi dell’utilizzo di un to-do list sono immensi. Si spreca meno tempo, si sa in anticipo ciò che deve essere completato. Lottare contro la procrastinazione risulta più semplice, perché hai un chiaro obiettivo da raggiungere. Con una buona lista di cose da fare, diventa quasi impossibile dimenticare compiti o funzioni. Quindi, ogni sera prima di andare a letto, prendi carta e penna e scrivi una lista di attività che desideri portare a termine il giorno seguente. Allena la tua mente per creare una nuova abitudine (facendo in modo di completare il tuo quotidiano to-do list) e non sarai mai più in lotta con la procrastinazione. Scomponi i tuoi compiti. Se c’è un compito che ti ritrovi a procrastinare, prova a dividerlo e occupatene con perseveranza e volontà ad eseguirlo pezzo per pezzo, così non sarà più quella montagna insormontabile che ti sembrava prima. Preparati correttamente per prevenire scarso rendimento (e procrastinazione). Preparazione adeguata fa evitare prestazioni scadenti. E preparazione adeguata può anche prevenire procrastinazione. Premesso che volere è potere, noi possiamo decidere di “scegliere” il nostro stato e mantenerlo per raggiungere il nostro obiettivo. Lo stato in PNL è tutto ciò che accade in un una persona in un dato momento sia a livello mentale che fisiologico. Più volte mi sono ripetuta sul fatto che mente e corpo si influenzano reciprocamente, cambiando i nostri pensieri, cambia la nostra fisiologia e viceversa. INIZIA ORA a fare qualcosa, anziché procrastinare. Se hai chiaro ciò che desideri realizzare, inizia ora. Lavorare per obiettivi è fondamentale, focalizzare l’attenzione grazie al meccanismo cerebrale che si chiama “sistema reticolare attivatore”, permette di filtrare le informazioni e concentrarsi su ciò che vogliamo realizzare. Facendo di questo un abitudine. L’essere motivati è un’abitudine. La motivazione è il motivo delle azioni, se il motivo è forte il risultato sarà in linea con ciò che desideriamo. Noi siamo l’unica macchina in grado di programmare se stessa. Siamo in grado di installare e azionare programmi automatici, creati deliberatamente affinché gestiscano compiti noiosi e triviali, lasciando così la nostra mente libera di fare altre cose più creative e interessanti. Scegli di essere libero! Per Richard Bandler, libertà significa capacità di usare la propria mente conscia per guidare l’attività inconscia. L’inconscio è enormemente potente, ma ha bisogno di essere guidato. Se non lo si indirizza nella giusta direzione, si finisce a correre su un tapis roulant senza fine, ovvero, corri sempre più forte, ti stanchi, ti sembra di arrivare chissà dove, per poi accorgerti di essere sempre al solito punto. Impariamo dai topi:

Gli psicologi, dopo aver fatto girare i ratti in mezzo a impossibili labirinti alla ricerca di un pezzo di formaggio, hanno verificato che, cambiando posto al formaggio, i topi provano la vecchia strada solo 3 o 4 volte e poi provano altri percorsi. Quando gli esseri umani si trovano nella medesima situazione, invece , ripetono ciclicamente lo stesso comportamento, convinti che prima o poi il risultato cambierà:

stesso modo di lavorare

stesso modo di allenarsi

stesso modo di mangiare

stesso modo di comunicare

stesso modo di gestire una relazione

stesso modo di gestire il denaro

stesso modo di relazionarsi ai figli,partner,genitori,colleghi, ecc.

Da qui si può dedurre che:

1- i topi sono più intelligenti degli esseri umani,
2- le persone spesso rimangono attaccate alle proprie abitudini, anche se controproducenti, fino a quando non c’è qualcosa che le costringe a cambiare.

Il rimandare, è come un virus, indebolisce il tuo spirito d’iniziativa, rendendoti incapace di agire o per meglio dire di reagire per combattere questo atteggiamento depotenziante e affrontare la situazione che ti preoccupa o che devi gestire. Dal punto di vista dell’esito, non c’è differenza se rimandi per il fastidio di dover fare qualcosa che non ti piace o per la paura di una situazione che ti preoccupa, in entrambi i casi la tua capacità decisionale e quella di fronteggiare la realtà vengono indebolite. Ciò significa renderti inerme, rintanato nel tuo mondo immaginario.Il Coaching può aiutarti ad aumentare la consapevolezza delle tue emozioni, a sviluppare la tua responsabilità e dunque sostenerti nella scelta di agire. Il Coaching è l’arte opposta a quella del rimandare, in quanto metodo del fare, del determinare obiettivi specifici e del porre in essere azioni concrete volte ad ottenere gli obiettivi prefissati. Un Coach professionista può allenarti a trovare dentro di te gli strumenti per diventare auto-consapevole e gestire emozioni quali la paura di agire, di scegliere, di decidere, che oggi ti blocca e ti impedisce di vivere una vita  pienamente soddisfacente. Quella dieta che rinvii da tempo, l’iscrizione in palestra mai fatta, nonché decisioni importanti quali quella di avere una famiglia o di cambiare lavoro iniziando a fare quello che ti piace non sono utopie irraggiungibili, ma possono tradursi in azioni e risultati concreti se applichi i principi del Coaching, avvalendoti della consapevolezza emozionale unita alla logica del fare.

se una persona può scegliere, essa farà sempre la scelta migliore. Il problema è che, il più delle volte, le persone sentono di non avere scelta.

Sei pronto a correre il rischio? Sei pronto a metterti in gioco?

A presto.

 

 

 

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