ridere è una cosa seria…

dicembre 6, 2016

La verità è che non siamo stati educati a ridere. Anche se usare la parola educazione in questo caso mi sembra un insulto. La risata può essere considerata come una delle prime forme di comunicazione, un istinto primordiale. E’ un’espressione innata, è una risposta immediata e involontaria, infatti quando ci capita di ascoltare qualcuno che ride, involontariamente veniamo contagiati, e tendiamo a rispondere con la risata, che nel gruppo viene potenziata e si trasforma in un atteggiamento comportamentale contagioso. Ridere è una capacità tipicamente umana, anche se sempre più spesso, ci dimentichiamo l’importanza e l’effetto benefico che una sana risata può avere sul nostro cervello e sul nostro organismo. Di tutti i fattori emotivi che possono contribuire a creare un buono stato di salute, la risata è di certo il più potente. Innanzi tutto è una buona ginnastica. Mentre per piangere impegniamo meno di 20 muscoli, per ridere ne usiamo più di sessanta.  Ridere provoca una sollecitazione meccanica della zona delle tempie e ha un’azione galvanizzante sulle funzioni del cervello e di alcune ghiandole. Mobilita il diaframma, tonifica l’intestino, ossigena i polmoni. Provoca l’aumento del ritmo di sintesi delle encefaline, che sono dei mediatori del sistema nervoso centrale. Aziona la secrezione di endorfine e altre sostanze che, oltre a dare una sensazione di benessere, rendono vispe le funzioni cellulari e ringalluzziscono il sistema immunitario (le difese del corpo contro infezioni, virus e altri attacchi esterni). La funzione positiva del ridere sul metabolismo è stata verificata anche osservando che i neonati che ridono molto, crescono di più e sono più sani. Ridere aiuta ad abbattere la rigidità e gli schemi mentali che ci impediscono di cambiare prospettiva, essere flessibili e pronti a trovare soluzioni nuove ed originali. Uno dei luoghi comuni più diffusi ci porta a pensare che serietà sia sinonimo di costanza, affidabilità e responsabilità, mentre l’allegria è spesso fraintesa come eccessiva leggerezza e superficialità. Da questa credenza scaturisce l’idea che una persona portata a sdrammatizzare, a ridere anche nelle situazioni più critiche e complesse sia immatura, ingenua e non all’altezza di certi compiti e impegni. Invece è una qualità preziosa che ci consente di esse flessibili, elastici e di cambiare visuale con agilità. Due psicologi dell’ Università della California, Paul Ekman e Robert Levenson,sono arrivati alla conclusione che il detto anglosassone Put on a happy face (indossa una faccia felice) può portare a dei risultati straordinari. La loro ricerca scientifica ha dimostrato che le espressioni facciali non sono soltanto un effetto degli stati emozionali, ma possono esserne anche la causa. Ekman e Levenson hanno dimostrato che il movimento crea l’emozione e che l’emozione crea il movimentoQuando ci si comporta come una persona felice, a lungo andare, ci si sente felici. Singolarmente non è facile comportarsi come una persona felice, mentre in gruppo questo diventa più naturale. È quello che succede esattamente durante una sessione della risata.   Ci si comporta come se fossimo felici fino a quando la chimica del nostro organismo ci rende feliciIl Dott. Ekman è dell’opinione che attualmente, non siamo ancora in grado di stabilire con esattezza dove sono situati e quanti sono i centri del piacere che vengono stimolati dal ridere, ma afferma che le ricerche hanno evidenziato una sorta di corsie preferenziali che portano alla generazione di queste emozioni. Ekman ha identificato 18 tipi di sorrisi, ognuno dei quali viene attivato da gruppi di muscoli differenti.  Inoltre, ha scoperto che un sorriso annoiato, un sorriso cinico o un sorriso basato sulle umiliazioni subite da altri, non migliorano l’umore. Ridere ci permette di liberarci dagli atteggiamenti mentali chiusi, troppo razionali e statici, ci aiuta a sviluppare una curiosità e un’intelligenza creativa che ci rende aperti, elastici e dotati di molteplici punti di vista. Un pensiero costantemente serioso diventa ripetitivo e pedante, le fissazioni producono ansia e stress, la rigidità assorbe le nostre energie impedendoci di vedere il problema sotto un’altra luce. Una bella risata nutre il cervello, elimina lo stress aiutandoci a prevenire tutta una serie di disturbi ad esso correlati (attacchi di panico, depressione, ansia, malattie cardiovascolari).Diverse ricerche hanno dimostrato che elevati livelli di stress e ansia causano un abbassamento delle naturali difese immunitarie del nostro organismo. Al contrario una bella risata, spontanea, di pancia, rappresenta un vero toccasana che ci aiuta a tenere lontano tensione, disagi e malattie. Famosa è diventata la  clown terapia.  La sua nascita si deve al Dottor Hunter “Patch” Adams, reso celebre in tutto il mondo da un film che porta il suo nome interpretato da Robin Williams (Patch Adams, 1998). Il dottor Adams ha iniziato a formulare una teoria sulla felicità partendo dalla sua esperienza negativa che l’ha visto, appena adolescente, ricoverato in una clinica per malattie mentali a causa di una depressione che lo stava conducendo al suicidio. Proprio partendo dalla sua sofferenza Adams ha intrapreso degli studi sui pazienti ricoverati in ospedale cercando di capire che cosa potesse dar loro gioia. Decise così di iscriversi alla facoltà universitaria di Medicina dove subì una forte delusione nel constatare che gli studenti erano costantemente incoraggiati a vivere un atteggiamento di distacco con il paziente.  Adams cercò di ribaltare questa tendenza lottando perché la malattia e il paziente diventassero il punto centrale dell’attenzione dei medici. Con la consapevolezza che il riso porti degli enormi benefici agli ammalati Adams iniziò a girare per i reparti degli ospedali vestito da clown e il suo sogno prese pian piano forma: realizzare una casa-ospedale dove poter curare gratis i malati e adottare terapie alternative a quelle tradizionali basate sulla ricerca del benessere.  È così che Adams, con la collaborazione di alcuni amici, riuscì a realizzare nel 1983 nelle montagne del West Virginia il Gensuhndeit Institute (Gensuhndeit è un termine tedesco che vuol dire salute) secondo quelli che erano stati da subito i suoi desideri: un ospedale e centro di salute gratuito concepito e organizzato come una casa accessibile a tutti dove le cure mediche sono integrate da attività ludiche. “Patch” Adams punta a indurre un atteggiamento mentale positivo nelle persone che soffrono dimostrando come lo stato emotivo giochi un ruolo significativo nel decorso della malattia. Presso la sua struttura, quindi, il buon umore, la gioia e la creatività sono parti integranti della cura, i pazienti e i dottori si relazionano sulla base della fiducia reciproca e ciascun paziente riceve molto tempo e attenzione da parte dei medici. In Italia i primi interventi dei clown-dottori in corsia risalgono agli anni ’90, e per una lunga fase, sono stati rivolti esclusivamente ai bambini. Solo in questi ultimi anni alcuni ospedali hanno dato la possibilità alle associazioni di clown terapia di entrare anche nei reparti dove si trovano gli adulti.

Non sottovalutare mai l’importanza del sorriso. Ridere, è un’esperienza culturale. Bisogna aver paura di ridere solo in tre casi:
• Quando sei sicuro di te.
• Quando sei sicuro che sono gli altri a sbagliare.
• Quando stai facendo una cosa nella quale non c’è niente da ridere.

Perciò, fatti una domanda: ridi e sorridi abbastanza?

  • Sorridi a te stesso. Prova a guardarti allo specchio e sorriderti. Addirittura puoi anche innescare una risata, che inizialmente sarà finta ma che ti porterà automaticamente un beneficio e magari, dopo un po’, diventerà persino reale. Facendo così, e magari provando anche a pensare positivamente, ti sentirai di certo meglio e migliorerai anche la sicurezza che hai di te stesso.
  • Sorridi a qualcun altro. Prova a sorridere a qualcuno che sembra aver bisogno di una carica positiva. Un sorriso può fare la differenza nella giornata di qualcuno.
  • Sorridi durante tutto il giorno. Prova a sorridere più che puoi durante la giornata, che siano sorrisi spontanei, anche per piccole cose, o sorrisi autoindotti. L’importante è sorridere. E quando puoi, cerca di farti quattro sane risate.

Ricorda: Ridere è una cosa seria!

Parafrasando Umberto Eco che ne Il nome della Rosa scrive “Il riso uccide la paura, e senza la paura non ci può essere la fede”, direi che solo senza paura (paura del giudizio, paura di quello che pensa la gente, paura di andare contro le convenzioni sociali) c’è vera libertà!

A presto.

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