voce del verbo credere.

dicembre 21, 2016
 I nostri pensieri creano la nostra realtà.

Le credenze altro non sono che le nostre convinzioni più profonde. Le nostre convinzioni possono limitarci e bloccare la nostra crescita, oppure possono espanderci e portarci allo sviluppo e alla nostra realizzazione personale. Gran parte della nostra vita dipende dalle nostre convinzioni, le quali determinano il nostro stato d’animo, le nostre aspettative, i nostri comportamenti, e in che modo viene attribuito un significato agli eventi.Le credenze sono i pilastri che reggono la nostra esistenza in quanto sono “quello in cui noi crediamo”.Quando siamo profondamente convinti che qualcosa sia vero, è come se impartissimo al nostro cervello un ordine circa il modo con cui rappresentare quel che accade. Le credenze hanno un enorme potere su di noi, sulla nostra vita e sugli altri. Ma esistono convinzioni giuste e convinzioni sbagliate? Vere o non vere? In “realtà” no! Una convinzione è solo una convinzione, e la realtà individuale ruota intorno a quella credenza, qualsiasi essa sia. Non esiste la realtà assoluta, esiste la realtà individuale a seconda della propria credenza.Le persone, nell’arco della loro vita, cambiano in modo naturale e spontanea decine, di credenze. Tuttavia, quando cercano di modificare in modo consapevole le proprie convinzioni, difficilmente riescono a rispettare il ciclo naturale del cambiamento. Tentano di cambiare le proprie credenze sopprimendole o lottando contro di esse. Accettare, comprendere e condividere un diverso sistema di credenze è un processo apparentemente complicato, che dipende dal grado di disponibilità ad aprirsi a nuove idee da parte di ognuno. Una  innovazione di solito genera chiusura poiché viola le convinzioni, i sistemi di credenze, per quanto siano strutture tacitamente condivise, ci tengono prigionieri per anni. Sprechiamo letteralmente metà della nostra vita ad acquisire un sistema di credenze piuttosto che un altro, creiamo convinzioni su convinzioni ci preoccupiamo dell’insicurezza che potrebbe sorgere in seguito ad un cambiamento, continuiamo a dubitare, ritorniamo sui nostri passi, ripercorrendo la strada di vecchie convinzioni . Abbiamo paura di tutto ciò che è incoerente con i modelli che abbiamo creato, abbiamo paura di intaccare l’identità che ha plasmato buona parte della nostra vita. Nel campo della Pnl sono state ideate numerose tecniche e principi che se applicati possono aiutarti a cambiare abitudini e convinzioni limitanti, accedere al tuo potenziale interno e vivere una vita più ricca e libera. Ebbene, come possiamo lavorare sulle credenze depotenzianti? Ti sei mai chiesto perché da bambini ci sembrava tutto possibile? Perché da bambini volevamo fare i medici, gli astronauti, i calciatori, e tutto sembrava realizzabile senza alcun problema? Semplice! Perchè quando si è bambini si vola con la fantasia, senza pensare a: “non sono capace, non posso farcela, non è possibile…”Le credenze sono dei meccanismi potentissimi poichè si fissano nella nostra struttura profonda e quindi nel subconscio, alimentano se stesse perché cercano continuamente riferimenti che ne attribuiscano forza. Ecco perché con il tempo, le credenze, divengono strutture solide anche a livello neurale. E’ un circolo vizioso: io credo in quella cosa ed attraggo eventi che la confermano e così via. Come nasce una credenza limitante? Il costante ripetersi di un pensiero, che può essere diretto e quindi creato da te o indiretto, proveniente dall’esterno, crea una convinzione. Questo pensiero, ripetuto nel tempo entra nel tuo profondo e diventa parte del tuo sistema di credenze. Quante volte hai sentito dire dagli altri: “Quello che credi di poter fare sarà esattamente quello che farai” oppure:“Se pensi in questo modo non ci riuscirai mai!”. E quante altre volte ti sei ripetuto “Io sono fatto così!”, “Ormai è troppo tardi”, “E’ troppo difficile!”.Bene, hai appena letto qualche breve esempio di credenze limitanti. La maggior parte degli esseri umani è praticamente “avvolta” dalle proprie credenze limitanti, bloccata nel proprio percorso di vita da pensieri irrazionali, distorti, che si affastellano nella mente sino a coincidere con la realtà. Le convinzioni sono la prova concreta che la rappresentazione soggettiva della realtà può sostituirsi, nella mente della persona, alla realtà concreta. E’ come dire che l’individuo trasferisce quello che pensa in quello che sente (emozioni) e in quello che fa (comportamento). Faccio due esempi.
Se sei uno studente universitario e la tua convinzione è: “Non sono portato per lo studio”, ogni volta che ti troverai a preparare un esame potresti attivare il pensiero automatico: “Questa volta andrà male di sicuro, mi bocceranno”. Questo pensiero genererà la convinzione negativa per cui “Non farò mai nulla di buono nella vita” che si tradurrà nella credenza radicata “Sono un fallito, un buono a nulla”. E’ molto probabile che a un dialogo interno di questo tipo corrisponda, in termini emotivi, un senso di tristezza o rabbia, e in termini comportamentali la scarsa voglia di studiare, l’abbandono dei libri e il fallimento all’esame. Credo sia superfluo sottolineare come un circuito di pensieri-emozioni-azioni di questo tipo possa influenzare negativamente un’intera carriera professionale. Ora facciamo il caso di una donna in attesa che il marito rientri in casa. Poniamo che lui la saluti con un semplice “ciao” anziché baciarla e abbracciarla e poi si metta a lavoro al pc. La moglie potrebbe generare un pensiero automatico del tipo “Non mi ha baciato, per di più ora sta per conto suo, quindi significa che non mi ama più”, la convinzione limitante per cui “Non sopporto di essere trattata in questo modo, è una cosa intollerabile” e la credenza radicata secondo cui “Non sono una buona moglie, non sono degna di amore”. In termini emotivi, ne può derivare tristezza, dolore, a volte disprezzo per l’altro (pensa al caso in cui la credenza limitante, nello stesso esempio, fosse “Gli uomini sono tutti insensibili”). Prova ad immaginare quanto una distorsione cognitiva di questa tipologia possa incidere nell’andamento delle relazioni. Come hai potuto notare dagli esempi, il pensiero determina lo stato emotivo e di conseguenza l’azione. Cambiando i pensieri alla base, è possibile modificare le convinzioni limitanti e, automaticamente, le azioni. E’ chiaro che così facendo i risultati saranno diversi; rimosso l’ostacolo, la persona può seguire una strada lineare e agire per conseguire nuovi e più sfidanti obiettivi, nella vita privata, nelle relazioni e nella carriera professionale. E allora come cambiare le Credenze Limitanti?Essere a conoscenza delle proprie convinzioni limitanti, e del sistema di credenze che ne scaturisce, è essenziale per potersi migliorare. Un life coach, infatti, spesso lavora proprio sulle convinzioni limitanti per aiutare il cliente a smontarle una ad una e rendere, così, il cambiamento e/o la realizzazione dell’obiettivo maggiormente concretizzabile. Pensa di avviare un percorso in macchina e di trovarti dinanzi un ostacolo, una delimitazione, insomma qualcosa che ti impedisce di proseguire. Cercheresti di trovare una soluzione, giusto? Diversamente, dovresti rinunciare alla meta che desideri raggiungere. Le convinzioni agiscono proprio così: nutrono la mente, insinuano paure e blocchi, si auto-rafforzano con le “prove” derivanti da comportamenti sbagliati, sbarrano la strada a felicità e benessere.

Suggerimenti:

  • Diventa consapevole del tuo sistema di credenze, analizza il modo in cui ti comporti in ogni situazione e cerca di capirne soprattutto il perché.
  • Prendi nota, di volta in volta, delle convinzioni che fanno parte del tuo sistema di credenze. Scrivile! Separa quelle costruttive da quelle distruttive (limitanti).
  • Analizza le convinzioni limitanti, chiediti perché esse siano nella tua testa e cerca di capire da cosa scaturiscano (generalmente un evento/pensiero o un susseguirsi di eventi/pensieri dello stesso tipo).
  • Un altro valido strumento per formare nuove convinzioni è usare la tua immaginazione per cambiare la tua convinzione che hai di te stesso. Fai meditazione: prenditi 20 minuti in un ambiente a te familiare, silenzioso e rilassante, chiudi gli occhi e pensa a te stesso come vuoi essere. Vediti già sicuro di te, realizzato, coraggioso e determinato a raggiungere i tuoi obiettivi.

“Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il CALABRONE non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo, in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare.”

I. Sikorsky

A presto.

 

Condividi:

Facebook
Google+
http://www.matildebuonanno.it/blog/voce-del-verbo-credere/
Twitter
LinkedIn
Instagram

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *