come scegliere il fondo comune d’investimento

PRIMO PASSO: È INDISPENSABILE CONOSCERSI PRIMA DI INVESTIRE IN UN FONDO COMUNE

Quando si decide di investire in un fondo comune, è indispensabile che si opti per quello che più si adatta alle esigenze di colui il quale investe. I fondi comuni di investimento sono strumento di risparmio democratico, in quanto accessibili da cifre basse (100 euro) o addirittura minime (5 euro) e permettono un buon grado di diversificazione anche impiegando somme limitate. Ma come si sceglie un fondo di investimento? Come regola generale è fondamentale confrontare diversi prodotti prima di acquistare, cosa che facciamo per ogni altro acquisto, e verificare che non vi sia un conflitto di interessi tra il venditore e il prodotto che vi sta proponendo. Capire e scegliere bene il fondo comune di investimento, significa innanzitutto conoscere se stesso, individuando il proprio profilo di investimento, ovvero comprendere i seguenti e personalissimi parametri:

  • l’orizzonte temporale;
  • la propensione al rischio;
  • le aspettative di rendimento;
  • il rapporto di collaborazione con coloro i quali distribuiscono il prodotto.

SECONDO PASSO: È ARRIVATO IL MOMENTO DI SCEGLIERE. CHE COSA VALUTARE PRIMA DELLA SCELTA?

Una volta compreso il proprio profilo da investitore, è arrivato il momento di scegliere non uno, bensì più fondi comuni: è raro, infatti, che un singolo prodotto possa soddisfare tutte le esigenze espresse dall’investitore. Molte volte, l’insieme di più fondi comuni, con caratteristiche differenti, rappresentano il prodotto ideale che meglio di tutti risponde a tale scopo. Anche in questo caso, prima di scegliere un fondo comune di investimento, è opportuno approfondire le conoscenze in merito, non solo confrontandoli tra di loro, ma anche effettuando le opportune ricerche, attenzionando i seguenti aspetti:

  • avere un colloquio con chi distribuisce il prodotto oggetto del fondo comune di investimento
  • leggere il prospetto informativo di ogni singolo fondo comune;
  • studiare attentamente i documenti contabili contenenti le informazioni riguardanti le differenze funzionali e qualitative del prodotto e la loro capacità di soddisfare le esigenze di investimento.

Inoltre, è importante che l’investitore non sopravvaluti mai le performance storiche di un prodotto, in quanto, nel momento della scelta è opportuno che egli valuti come miglior fondo non quello che ha reso di più, bensì quello che, a parità di rischio, in un determinato orizzonte temporale, è riuscito a conseguire il rendimento più elevato (o in alternativa il rischio minore a parità di rendimento). Per scegliere consapevolmente il fondo comune sul quale investire, è importante considerare attentamente il passato ma solo in concomitanza con il rischio supportato dal fondo stesso. Altro elemento importante da non sottovalutare sono i costi. Essi incidono sul rendimento complessivo dell’investimento, ma al contempo più fondi possono prospettare differenti formule di investimento: dunque analizzare bene questo aspetto consente di individuare l’investimento che meglio di tutti si adegua alle proprie esigenze.

TERZO PASSO: ACQUISTARE IL FONDO COMUNE DI INVESTIMENTO SCELTO

Una volta passati in rassegna tutti i fondi comuni di proprio interesse e analizzati gli aspetti influenti, è giunto il momento di acquistare il prodotto scelto. Ancora una volta è il caso di non abbassare la guardia, ma analizzare per benino il prospetto informativo, all’interno del quale è possibile trovare tutte le indicazioni per la sottoscrizione; affinché l’operazione vada a buon fine, è indispensabile accertarsi che anche il soggetto collocatore segua perfettamente le regole indicate.

QUARTO PASSO: CHE COSA FARE DOPO L’INVESTIMENTO? SEGUIRLO È LA PAROLA D’ORDINE

Il momento in cui l’investitore sottoscrive il contratto, non coincide con la fine dei rapporti: l’investimento deve essere seguito. L’investitore può contare su una mole di fonti di informazioni riguardanti i fondi comuni, derivanti da molteplici canali; in questo modo egli può monitorare consapevolmente il proprio investimento e cogliere, al contempo, altre scelte fruttifere. Sui quotidiani e su internet vengono pubblicati giornalmente i valori della quota relativa all’ammontare e all’andamento dell’investimento, ovvero il flusso informativo e altri documenti contabili.

CHE COSA FARE IN CASO DI CONTROVERSIA?

È molto raro che possano verificarsi casi di controversia, tuttavia, è opportuno fornire anche questa indicazione, in modo tale che il lettore interessato sappia come comportarsi. In caso di controversia, la prima cosa da fare è cercare un chiarimento, anche informale, con la SGR o il soggetto collocatore. Nel caso in cui tale rimedio risultasse fallimentare, allora sarà opportuno provvedere all’inoltro di un reclamo formale, al quale la controparte è tenuta a rispondere entro novanta giorni.

FOCUS: DUE FONDI COMUNI A CONFRONTO

Per valutare un fondo comune di investimento, i consulenti usano i seguenti parametri:

  • il rating Morningstar: Il rating di Morningstar è una scala di misurazione del rendimento corretto per il rischio e i costi sostenuti da ogni fondo, calcolato all´interno di ciascuna categoria Morningstar. Il rating viene calcolato solo per i fondi che dispongono di dati su almeno 3 anni. Ordinati i fondi secondo la metodologia MRAR (Morningstar Risk Adjust Return), il primo 10% di fondi di una categoria riceve le cinque stelle, il successivo 22.5% quattro stelle, l´ulteriore 35% tre stelle, mentre al successivo 22.5% e all´ulteriore 10% vengono assegnate rispettivamente due e una stella.
  • l’indice di Sharpe: L’indice di Sharpe è un indicatore di performance corretta per il rischio. Esso individua il maggiore (o minore) rendimento registrato dal fondo rispetto all’investimento privo di rischio, solitamente il Bot, (nella metodologia Morningstar si tratta dell´ Euribor a 1 mese), e lo rapporta al rischio sostenuto ed espresso dalla deviazione standard. Più è alto l’indice di Sharpe, migliore risulta la performance storica del fondo corretta per il rischio e quindi l’efficienza della gestione. In termini analitici l’indice di Sharpe è il seguente: (Rf-Rb)/Sigma dove Rf è il rendimento del fondo, Rb è il rendimento dell’investimento privo di rischio (Bot), e Sigma è la volatilità dei rendimenti.
  • Detto questo, vediamo quali domande fare allo sportello bancario, al nostro promotore finanziario o direttamente alle società di gestione del risparmio (SGR), per scegliere correttamente un fondo (o un mix di fondi) ed evitare brutte e costose sorprese:
    1. In che cosa investe il fondo? Tipicamente un fondo obbligazionario sarà meno rischioso, e con un rendimento potenziale minore, di un fondo azionario; un fondo monetario (un obbligazionario a brevissimo termine) è adatto anche a un investimento su un orizzonte temporale ridotto, mentre un fondo più rischioso andrà investito con un orizzonte temporale più lungo. Non esiste ovviamente un segmento migliore ma è fondamentale identificare quelle che sono le proprie esigenze, in termini di rischio, a cui scegliere di esporsi per cercare un determinato rendimento, e di orizzonte temporale dell’investimento.
    2. Il fondo è di diritto italiano? È bene porre subito questa domanda perché i fondi di diritto italiano devono sottostare alla normativa di Banca d’Italia e offrono ai risparmiatori garanzie molto più tutelanti rispetto ai fondi di diritto estero commercializzati in Italia.
    3. Quanto costa? Le commissioni di gestione rappresentano il principale costo di un fondo comune di investimento e sono il prezzo che si paga ogni anno per avere il servizio di gestione (da parte della SGR) e di consulenza (da parte della banca o promotore finanziario o direttamente dalla SGR). Le commissioni di gestione crescono al crescere della complessità del fondo (un fondo monetario avrà commissioni inferiori rispetto ad un azionario globale). Inoltre le commissioni di gestione incorporano un costo legato alla consulenza che deve quindi essere pretesa (alcune SGR mettono a disposizione fondi in modalità cosiddetta execution only in cui il fondo viene venduto senza alcuna consulenza, con una conseguente riduzione delle commissioni di gestione).
    4. Sono previste commissioni di performance? C’è l’high-water mark? Le commissioni di performance, o di incentivo, sono pagate quando il fondo ha un rendimento particolarmente positivo. Vi sono però diversi modi possibili di calcolare tali commissioni e non tutti garantiscono il risparmiatore: è bene quindi ricercare fondi che applicano il metodo dell’high-water mark (assoluto o relativo) senza reset periodico perché è quello che meglio allinea gli interessi della SGR a quelli del cliente evitando di pagare commissioni di performance che non derivano da un effettivo buon andamento del fondo.
    5. Ci sono commissioni di ingresso o uscita? Alcuni fondi, e soprattutto alcune modalità di acquisto, prevedono il pagamento di commissioni di ingresso o di uscita o di switch (passaggio da un fondo ad un altro) di cui è bene tenere conto.
    6. C’è un benchmark? Se sì, qual è? Il benchmark è un indice che serve a valutare l’andamento del fondo rispetto al mercato di riferimento. Non tutti i fondi comuni hanno un benchmark, solitamente i fondi flessibili per loro natura non ce l’hanno, ma, quando c’è, costituisce un parametro importante ai fini di valutare l’andamento del fondo e valutare l’adeguatezza delle commissioni di performance. Il benchmark adottato deve quindi essere coerente con la politica di investimento del fondo.
    7. Qual è stato il rendimento degli anni precedenti? La performance passata non garantisce in alcun modo quella futura, però un rendimento, sistematicamente negli anni e su diversi fondi, migliore del benchmark e soprattutto migliore dei concorrenti è un’informazione utile per valutare l’abilità del gestore e della SGR.

    Un tempo era tradizione diffusa regalare ai figli e ai nipoti degli strumenti di investimento, accumulando gradualmente negli anni dei capitali che sarebbero entrati nelle loro disponibilità in età adulta. Un fondo comune di investimento potrebbe costituire un bel regalo in vista di sfide e progetti di vita importanti, basta farsi le domande giuste al momento della scelta, e confrontarne diversi.