Formazione

"learn" written on blackboard with apple and books

«Il più utile dei talenti è di non usare mai due parole quando una è sufficiente». Thomas Jefferson

Ti sei mai chiesto perché è utile fare formazione e partecipare ad eventi, seminari e corsi d’aggiornamento? Qualsiasi sia il tuo settore professionale e il ruolo ricoperto, questi incontri gratuiti o a pagamento  garantiscono sempre una serie di vantaggi concreti.

 

 

Chi è il formatore? Cosa fa veramente?

Per quale motivo i formatori eccellenti riescono a coinvolgere il pubblico e quelli mediocri si trovano spesso davanti una platea che sonnecchia? quali sono le principali caratteristiche che un formatore di successo deve possedere?

Il formatore è innanzitutto una persona  che “vive”, che ha i propri hobby, una vita privata, che prova emozioni, che si diverte, che soffre o si arrabbia, proprio come tutto il resto degli esseri umani.

Poi…  possiede anche conoscenze e competenze, e si avvale di metodologie e tecniche specifiche. Una caratteristica indispensabile? Essere un ottimo comunicatore.  Il formatore ama profondamente quello che fa, trasmette la propria passione, è convinto e coerente con ciò che insegna, diffonde entusiasmo e motivazione, e soprattutto, crede che la crescita personale sia un processo che dura e ci accompagna per tutta la vita. La formazione degli adulti è soprattutto formazione di persone che ci valutano in base a molti fattori che non sono solo “tecnici”.  In tal senso un formatore per essere efficace deve saper coinvolgere, motivare all’apprendimento, suscitare entusiasmo rispetto a ciò che trasmette ma anche rispetto agli obiettivi e alle motivazioni dei singoli allievi. Infatti, oltre a sviluppare competenze, nelle tecniche e nei contenuti, un buon formatore deve essere capace di “ascoltare” domande complesse per “focalizzare” i problemi; “analizzare” le reali esigenze del pubblico per “progettare soluzioni mirate”, interessare, interagire, e far intervenire i partecipanti per “tenerli svegli” e coinvolgerli nei lavori di gruppo e individuali. Non dimentichiamoci inoltre la capacità di sdrammatizzare, divertire e “dare l’impressione di alleggerire” i contenuti trasmessi. Il lavoro del formatore richiede diverse “capacità” che si riassumono  in un’unica frase:  sapere, saper fare e saper essere.

I tre pilastri di un formatore:

            Sapere (conoscenze):

  • conoscere approfonditamente i contenuti della materia oggetto del corso di formazione anche attraverso un continuo aggiornamento personale (lettura, partecipazione a corsi di formazione, confronto continuo con colleghi ed esperti del settore, esperienza diretta sul campo.
  • conoscere i partecipanti (ruolo, esperienze precedenti, indicazioni fornite dai loro referenti e la loro realtà di appartenenza (storia, principali obiettivi e strategie, piani formativi e di sviluppo del personale, ecc.);
  • conoscere ed essere sempre aggiornato sulle nuove possibilità che la tecnologia mette continuamente a disposizione anche nel campo della formazione: piattaforme online, videoconferenze, supporti multimediali, ecc.;

            Saper far fare (competenze):

  • padroneggiare ed utilizzare al meglio le diverse metodologie (role play, autodiagnosi, giochi, esercitazioni, ecc.) sia in fase di progettazione che di erogazione di un intervento formativo;
  • coinvolgere i partecipanti al corso, renderli protagonisti attivi del processo di apprendimento sapendo riconoscere e gestire le diverse dinamiche di un gruppo d’aula;
  • aver maturato un’esperienza diretta nell’ambito della tematica oggetto del corso di formazione. Ad esempio essere anche un venditore se si tratta di un corso di vendita o un manager se si tratta di un corso sulla gestione e la motivazione del personale;
  • utilizzare senza problemi ed in autonomia gli strumenti tecnologici a supporto del corso di formazione: computer, software, videoproiettore, telecamera, impianto video ed audio, ecc. evitando ogni perdita di tempo / imprevisto;
  • saper vendere e valorizzare se stesso, l’azienda per cui lavora e l’utilità della propria attività sia al committente che ai partecipanti in aula;
  • trasmettere entusiasmo e passione per la materia del corso. Se il formatore non è entusiasta del proprio lavoro, difficilmente lo saranno i partecipanti al corso;
  • rispettare le tempistiche e la scaletta del corso (che naturalmente va sempre adattata e calibrata anche in funzione dei partecipanti al corso) e gestire le dinamiche di gruppo e le diverse tipologie di partecipanti (es. polemico, logorroico, passivo, aggressivo, ecc.);
  • “sentire l’aula” e saper cogliere anche i segnali deboli per tarare al meglio l’intervento e toccare le giuste corde. Il formatore deve saper osservare se stesso nella relazione con i partecipanti, osservare il grado di rispondenza degli argomenti trattati alle esigenze dei partecipanti, osservare la ricettività e le reazioni dei partecipanti durante l’intervento formativo.
  • comunicare e trasmettere con chiarezza i contenuti e gli stimoli principali oggetto del corso di formazione. Un buon formatore deve anche essere un buon oratore.

             Saper essere (atteggiamenti):

  • sicuro di sé e nello stesso tempo umile;
  • motivato ed orientato al raggiungimento degli obiettivi del corso;
  • spontaneo e vero: non deve recitare una parte o un ruolo che non gli appartiene,  I partecipanti sanno riconoscere quando un formatore è se stesso  e lo apprezzano;
  • convinto: sono sicuro di poter essere utile e di supporto ai partecipanti. Un formatore efficace durante la fase di audit per la progettazione di un corso di formazione deve capire quando il proprio contributo può essere positivo ed accettare quindi la sfida.
  • soddisfatto ed appassionato al proprio lavoro Se fare il formatore ci entusiasma,  saremo anche in grado di entusiasmare i partecipanti ai nostri corsi.

                                 Richiedi informazioni

                                          Contattaci!