le assicurazioni: rami vita e danni

L’assicurazione è un contratto tra due parti con cui l’assicurato trasferisce all’assicuratore, in genere una compagnia, un rischio. Si tratta quindi di una garanzia rispetto ad un rischio che potrebbe verificarsi, arrecando un danno alla salute o al patrimonio. “Potrebbe verificarsi”: il condizionale non è usato casualmente. Le assicurazioni private, infatti, non possono assicurare la certezza. Requisito di un contratto di assicurazione è l’aleatorietà del rischio, ovvero la possibilità che l’evento che genera un danno avvenga o meno. L’aleatorietà implica che il contratto, la cosiddetta polizza, deve essere stipulato in un momento in cui nessuno può sapere se un evento dannoso succederà. In tal caso, infatti, si annullerebbero i vantaggi per entrambe le parti: chi si assicurerebbe contro un danno che sa già che non ci sarà? E quale compagnia assicurativa potrebbe assicurare qualcuno sapendo con assoluta certezza che capiterà l’evento dannoso? Oltre all’aleatorietà, altro requisito delle assicurazioni private è l’onerosità. In pratica, l’assicurato deve pagare all’assicuratore un certo importo, detto premio. La somma dei premi servirà per formare il capitale da cui la compagnia attingerà il risarcimento. Come si stabilisce l’ammontare del premio? Nella polizza, viene quantificato il danno che il contraente può subire. Su questa base, si misura anche il premio, che viene calcolato tenendo conto della probabilità che l’evento si realizzi e del profilo di rischio dell’assicurato, in base ad una serie di dati (anagrafici, geografici, storici). Per fare l’esempio più intuitivo, le Rc Auto per i neo-patentati sono tendenzialmente più alte di quelle per guidatori con esperienza, perché minore è il numero di anni passati alla guida, maggiore la probabilità che capiti l’evento dannoso.Nel caso in cui l’evento si verifichi, la compagnia verserà un capitale o una rendita, a seconda degli accordi. Quali sono i rischi oggetto delle assicurazioni private? Le casistiche sono tante, ma i rischi similari sono raggruppati in due categorie, i cosiddetti rami assicurativi: il ramo vita e il ramo danni.

Il ramo vita

In questa categoria, il rischio è rappresentato dalla probabilità che l’assicurato ha  di morire entro una certa età (o, paradossalmente, di vivere fino a). Il rischio viene valutato sulla base dell’età, dello stato di salute, del lavoro che si svolge.  Ecco perché i premi sono particolarmente alti per chi svolge lavori pericolosi ed è quasi impossibile che le compagnie assicurative garantiscano persone in stato terminale. Il beneficiario delle polizze del ramo vita può essere l’assicurato stesso, un familiare, o a chiunque si desideri lasciare un capitale. Il risarcimento viene in genere erogato sotto forma di capitale, non solo in caso di decesso dell’assicurato. A seconda delle specificità dei contratti l’assicurato, arrivato ad una certa età, può ricevere il capitale accumulato, che diventerà un’integrazione al proprio reddito. Nel ramo vita rientrano anche le assicurazioni private che assicurano un capitale in caso di invalidità da malattia o infortunio e vecchiaia. Il risarcimento, in questo caso, è in genere erogato sotto forma di  rendita. Si dirà: per questi eventi, ci sono le coperture pubbliche di Inps e Inail. In realtà, Inps o Inail prevedono regole che non consentono di accedervi, ad esempio, con invalidità sotto una certa percentuale di gravità, o se non si sono versati contributi per un certo numero di anni. I risarcimenti percepiti per invalidità anche gravi, poi, possono non essere soddisfacenti. Le assicurazioni private del ramo vita forniscono una valida opzione per chi avesse la necessità di integrare la propria pensione o tutelare la propria salute.

Il ramo danni

Le assicurazioni private del ramo danni riguardano eventi che possono comportare danni al patrimonio o alla possibilità per l’assicurato, di lavorare.  Quali sono i danni contro cui assicurarsi?

  • i danni contro le cose, come la tutela di casa o auto da eventi quali furti, incendi, calamità naturali;
  • i danni contro le persone, causati ad esempio da incidenti, aggressioni;
  • i rischi commerciali e finanziari, contro cui assicurare attività produttive, macchinari, ma anche gli strumenti di lavoro: per fare un esempio curioso, ci sono pianisti che assicurano le mani, perché strumenti di lavoro che, se danneggiate, ridurrebbero la loro capacità di lavorare.

Rientrano nel ramo danni anche la responsabilità civile del capofamiglia, per i danni causati a terzi da minori, animali e oggetti di proprietà, e la responsabilità civile auto, obbligatoria per legge: vista l’alta probabilità di incidenti su strada, lo Stato cerca così di tutelare le vittime, garantendo che, indipendentemente dalla disponibilità economica di chi causa l’incidente, chi l’ha subito sarà risarcito. Le assicurazioni private possono avere un ruolo sociale? Proviamo a immaginare se la Rc auto non fosse obbligatoria: chi ci risarcirebbe in caso di incidente d’auto in cui noi siamo le vittime? Quello che vale per i rischi della mobilità, vale allo stesso modo in altri settori. Se una malattia ci impedisce di lavorare per anni, come reintegriamo il nostro reddito? Certo, ci sono i sostegni sociali, ma sono sufficienti? Se una grandinata violenta distrugge il capannone dove lavoriamo o la nostra casa, come rientriamo della perdita? Gli aiuti dallo Stato, che è alle prese con la stabilità dei conti pubblici, se ci sono, arriveranno comunque troppo tardi rispetto alle esigenze dei lavoratori e delle famiglie. Come essere sicuri, poi, che, in caso di morte, oltre al dolore per la perdita di una persona cara, i partner e i propri figli non debbano anche sopportare difficoltà economiche? E se la previdenza pubblica taglia in due il nostro assegno mensile una volta conclusa l’attività lavorativa, non sarebbe meglio pensare di integrare quel reddito, iniziando sin da giovani ad accumulare i propri risparmi? Se viene meno la fonte principale di reddito, sarà lo Stato, e quindi la società, a doversi fare carico delle situazioni di disagio, provvedendo a offrire una sistemazione dignitosa, le cure mediche, l’istruzione per i minori. Viste le difficoltà dei conti pubblici, le assicurazioni private possono svolgere un ruolo sociale, tutelando le persone dal rischio di perdere la loro capacità di mantenere se stessi e la propria famiglia.