metaprogrammi in pnl

“L’illusione più pericolosa è quella che esista soltanto un’unica realtà.” Paul Watzlawick

I meta-programmi sono una sorta di filtri inconsci che determinano il nostro modo di comportarci, di pensare e di sentire. Questi filtri determinano cosa noi siamo in grado di percepire in ogni dato momento e come interagiamo con noi stessi, con gli altri e con il mondo. I Meta-programmi costruiscono e ratificano il nostro modello del mondo, anche se  sono universalmente posseduti da tutti, ognuno li applica in modo diverso e con un diverso grado di intensità e preferenza. I Meta-programmi possono essere riconosciuti nelle espressioni linguistiche, nel comportamento, e nelle risposte alle domande. Attraverso alcune semplici domande, noi possiamo arrivare ad una comprensione profonda della struttura della personalità del nostro interlocutore e del modo in cui si motiva e affronta la risoluzione dei problemi. Lo studio dei Meta-programmi ci consente di:

• Aumentare la nostra auto-consapevolezza, attraverso la comprensione di come le nostre emozioni sono collegate a specifici schemi.

• Potenziare la nostra flessibilità e la nostra competenza emozionale.

• Rispettare i nostri valori, sviluppando l’impiego dei meta-programmi complementari a quelli che abitualmente usiamo.

• Riconoscere negli altri l’adeguatezza ad usare i Meta-programmi.

• Costruire il “rapport” con gli altri identificando i meta-programmi che stanno utilizzando e utilizzarli per raggiungere risultati che soddisfano tutte le parti.

Per ogni Meta-programma, dobbiamo porci alcune importanti domande:  cosa c’è di così importante nell’usare questo specifico meta-programma? Qual è l’intenzione positiva retrostante il suo uso? Qual è il valore che motiva l’uso di quel Meta-programma?

I meta-programmi sono mappe delle mappe, meta strategie, ovvero gli automatismi attraverso cui una persona decide quale strategia adottare.  Sono schemi di comportamento standardizzati e tendenzialmente costanti che permettono all’individuo di accelerare i processi con i quali vengono selezionate ed organizzate le informazioni in entrata, nonché i tempi di reazione ad esse. Sono le porte di accesso alle mappe altrui poiché ci permettono di analizzare e identificare gli stili di pensiero e di apprendimento delle persone. Lo stile di pensiero di ciascuno è infatti una combinazione di questi schemi e indica come ciascuno struttura la propria mappa mentale del mondo e nel contempo come sceglie ed organizza le proprie esperienze.
Provereste ad aprire la porta di casa con le chiavi della macchina? Certamente no!
E allora perché molto spesso proviamo a capire gli altri utilizzando il nostro modo di percepire la realtà?Perché spesso pensiamo che ciò che motiva noi dovrebbe motivare anche gli altri?Perché spesso pensiamo che siano gli altri a non capire, a non capirci…?Così come ogni porta viene fabbricata con la sua chiave, gli esseri umani hanno una propria chiave di accesso alle loro percezioni, rappresentazioni e motivazioni. Comprendere l’altro significa trovare la giusta chiave!
I meta-programmi rappresentano un passepartout per aprire tutte le porte. Essi identificano lo schema operativo delle persone, e cioè il loro modo di filtrare le informazioni che derivano dal mondo esterno, di elaborarle e tradurle in comportamenti. Una volta filtrate e processate tali informazioni, ogni individuo darà vita al suo modo di pensare, agire e quindi di comportarsi.
Se volete allora comprendere gli altri, dovete innanzitutto comprendere la loro rappresentazione della realtà ed il loro modo di operare all’interno di essa. Se lavorerete con i meta-programmi, sarete in grado di comunicare davvero con gli altri, prevedere le loro reazioni ed indirizzare i vostri comportamenti, rendendo la comunicazione molto di più di un semplice scambio di parole. I meta-programmi vi insegnernno a non cadere nelle trappole delle false convinzioni, dei pregiudizi o delle distorsioni, a non bloccarvi in inutili irrigidimenti o resistenze. E ad ottenere ciò che desiderate!

Alcuni esempi di metaprogrammi:
Differenze/similitudini : in fase di apprendimento noi confrontiamo l’informazione che ci arriva con le conoscenze che già possediamo: alcune persone tendono ad identificare le differenze tra i vari elementi e sono quindi maggiormente sensibili alle novità, mentre altre si focalizzano sulle somiglianze e apprendono quindi più facilmente ciò che possono immediatamente ricollegare a qualcosa di familiare. Le persone che rispondono principalmente col meta-programma SIMILARITÀ, notano le somiglianze fra le cose; non amano i cambiamenti; ambiscono ad un lavoro stabile; vogliono la sicurezza. Possono essere facilmente motivati mostrando loro le similarità con qualcosa che hanno già fatto. Le persone che rispondono principalmente con il meta-programma DIFFERENZA, cercano – e trovano – le differenze tra le cose. Amano i cambiamenti e si scoraggiano quando le cose rimangono stabili a lungo. Sono il tipo di persone che più facilmente fanno anche profondi cambiamenti interiori. Sono dotati di creatività e sono portati all’innovazione. Le persone usano le similarità e le differenze in molti modi nel corso della loro vita. Nella ricerca di lavoro, la persona verificherà fino a che punto il lavoro si incontra con le sue competenze le sue aspettative. Quando vorrà cambiare lavoro, comincerà a notare tutte le differenze fra il lavoro attuale e quello che sta prendendo in considerazione. Così, se una persona si stanca della casa dove abita, incomincia a diventare consapevole di quanto la sua casa differisce da quella che vorrebbe. Prestare attenzione soltanto alle differenze senza essere capace di raggrupparle in categorie di similarità rende difficile la vita. Anche il linguaggio si basa su similarità fra le persone affinché esse possano condividere idee e opinioni e trovare un terreno comune su cui costruire. Nella ricerca scientifica, spesso si procede prima con un processo analitico volto a individuare le differenze e fare le distinzioni opportune, successivamente, con un processo di sintesi, si raggruppano le differenze in categorie in base alle loro similarità e si cerca di elaborare una teoria che sia in grado di spiegare sia le differenze che le similarità. Così, quando si inizia una nuova relazione affettiva, in un primo tempo si notano in modo particolare, se non esclusivo, le somiglianze che ci uniscono. Dopo qualche tempo, si cominciano a notare le differenze e talvolta alcune di queste sembrano talmente rilevanti da condurre alla rottura della relazione. Naturalmente, non è che siano cambiate le cose; è solo cambiato il fuoco dell’attenzione, spostatosi sulle differenze. In genere, abbiamo maggior trasporto e maggiore empatia verso le persone che ci appaiono simile, mentre sviluppiamo sentimenti di disagio e di paura verso coloro che ci sembrano diversi. Per questo motivo, se la nostra attenzione continuerà a focalizzarsi sempre di più sulle differenze, è molto probabile che arriverà presto il momento in cui sentiremo il nostro partner come un estraneo e desidereremo cessare la relazione. A questo punto, la consapevolezza che nulla in realtà è cambiato se non la nostra percezione, può indurci a recuperare una visione rivolta alle similarità. L’altra possibilità sarebbe di porre a fondamento del nostro desiderio di rimanere nella relazione proprio l’apprezzamento delle differenze.
Via da/verso: è un metaprogramma legato alla motivazione. Alcune persone tendono ad avvicinarsi alle cose alla ricerca di esperienze piacevoli e sono motivati soprattutto dal desiderio di raggiungere determinati traguardi; altri, al contrario, focalizzano la propria attenzione sui rischi e agiscono preoccupandosi di evitare situazioni spiacevoli. Le persone che sono motivate VERSO gli obiettivi, si concentrano sui risultati. Spesso hanno buone capacità di visualizzazione; hanno uno stile esplicativo ottimista ed un pensiero positivo. Sono in grado di attivare in loro lo stato fisiologico appropriato alle azioni che devono compiere. Spesso sono così le persone che amano aiutare il prossimo per la soddisfazione che questo gli dà. Le persone che sono motivate VIA DA i problemi ed il dolore, vogliono soprattutto evitare le conseguenze negative che paventano e sono particolarmente brave ed attente nell’intravedere gli ostacoli. Tendono a fare molte generalizzazioni e poche distinzioni. Sono quel tipo di persone che, se smettono di fumare, lo fanno per paura delle malattie. Molte giovani adolescenti che hanno una forte prevalenza di questo metaprogramma, possono arrivare a scappare di casa per sottrarsi a situazioni che vivono come oppressive e limitanti, e spesso sposano un partner “sbagliato”. Sono ritardatari cronici perché si attivano sempre all’ultimo momento. Di solito sono previdenti e risparmiano in vista della vecchiaia. Evitano in tutti i modi di provare dolore fisico o psichico. Sono bravi nel solving problem. La maggior parte delle emozioni sono chiaramente connesse all’atteggiamento “via da”; per questo diciamo che le emozioni ci preservano dal trovarci in spiacevoli situazioni.
• Riferimento interno/esterno : per sapere se un compito portato a termine è ben fatto alcuni cercheranno una conferma dall’esterno mentre altri attueranno una verifica interna, con se stessi, valutando se si sentono soddisfatti o meno, indipendentemente dalla reazione degli altri e da qualsiasi tipo di gratifica o punizione.
Motivazione stimolata dalla possibilità/necessità: chi è motivato principalmente dalla necessità focalizza la propria attenzione su ciò che “deve” fare, è tendenzialmente conservatore, è appagato dalla prima soluzione che presenti i requisiti necessari e sufficienti, utilizza in genere predicati del tipo “si deve”, “è necessario”. Le persone motivate principalmente dalla possibilità, invece, vivono nella costante ricerca di novità, sono curiose verso tutto e sono attratte dalle potenzialità e dallo sviluppo. Le espressioni che utilizzano sono del tipo “questo andrebbe bene…ma forse si potrebbe provare anche…”, “è sempre possibile migliorare/trovare di meglio…”
Individuare i metaprogrammi del nostro interlocutore ci consente di strutturare meglio il nostro messaggio e comunicare quindi in maniera più efficace evitando il rischio di proiettare sull’altro la nostra mappa del mondo. Se ad esempio ci troviamo
di fronte ad una persona con un metaprogramma “verso” sarà più efficace una comunicazione che sottolinei i lati positivi che possono derivare da un determinato comportamento, mentre se dobbiamo motivare una persona con un metaprogramma “via da” sarà più utile evidenziare i rischi derivanti dalla mancata attuazione del comportamento.

GRADO DI ATTIVAZIONE, LIVELLO DELL’ENERGIA : REATTIVI O PROATTIVI?
Le persone reattive tendono ad essere fataliste e credono di non poter controllare la propria vita; nel linguaggio usano verbi passivi, omettono i soggetti, usano frasi complesse. Sono persone che aspettano di sentirsi dire dagli altri cosa c’è da fare. Pensano prima di agire e considerano tutti i rischi possibili. Sono brave ad analizzare i compiti e sono molto adatte per il lavoro di helpdesk. Le persone proattive sentono di avere il controllo della propria vita e non sopportano la burocrazia e le attese. Nel linguaggio usano verbi attivi, soggetti specifici e formulano frasi brevi. Non aspettano che le occasioni si presentino, ma le ricercano. Hanno la sensazione di avere tutto sotto controllo. Non amano aspettare e spesso agiscono prima di pensare. Sono adatte per le posizioni nelle quali è importante prendere iniziative e fare le cose, nei lavori indipendenti e nella vendita. Naturalmente, le persone, in genere, sono entrambe le cose a seconda delle situazioni e dei contesti. Tuttavia, di solito è possibile individuare una certa tendenza dominante.
È evidente quindi l’importanza della conoscenza dei metaprogrammi ad esempio per un leader nella gestione dei collaboratori o all’interno di un team di lavoro o nella fase di selezione del personale.